Roma, omicidio a Casal Bruciato: alla ex moglie 9 anni, il compagno assolto

Anche per i giudici d’appello Luca Fiammenghi non ha avuto un ruolo nell’omicidio di Davide De Martino, ucciso a coltellate il 4 dicembre 2013 nella sua abitazione romana di via Casal Bruciato. È stata confermata anche in appello, infatti, la sua assoluzione con la formula “per non aver commesso il fatto” già pronunciata il 2 novembre dello scorso anno dalla I Corte d’assise capitolina.

Com’è avvenuto il fatto di sangue a Casal Bruciato

Dopo tre ore di camera di consiglio, la sentenza è stata emessa dalla II Corte d’assise d’appello, presieduta da Barbara Callari. Per lo stesso fatto, Laura Bizziccari, l’ex moglie di De Martino e compagna di Fiammenghi, dopo essersi autoaccusata dell’omicidio, è stata condannata in appello a nove anni e quattro mesi di reclusione in un processo separato in quanto la donna è stata giudicata col rito abbreviato. De Martino fu ucciso a coltellate in via Casal Bruciato al culmine di un’ennesima lite con la sua ex compagna; un rapporto burrascoso fatto anche di molestie, minacce e percosse. Nel ricostruire quella notte, la donna spiegò che De Martino e Fiammenghi avevano litigato; la situazione era però degenerata a tal punto che, per difendere il compagno, la donna aveva preso un coltello e colpito l’ex. Furono i vicini di casa che, sentito il trambusto e le grida d’aiuto della vittima, chiamarono la polizia. Gli agenti, una volta entrati nell’appartamento, trovarono De Martino agonizzante in terra nel sangue; morì poco dopo in ospedale.