Roma affoga e la Raggi nomina il “consulente alle bici”: 55mila euro

Virginia Raggi senza freni. Si chiama Paolo Bellino, fondatore del movimento Salvaciclisti, giornalista dell’Adnkronos in aspettativa e simpatizzante grillino, il fortunato che, con una delibera d’urgenza, è stato nominato bike manager del Campidoglio su pressione dell’assessora alla Mobilità Linda Meleo. E non certo gratuitamente. Una figura strategica di cui la Capitale non può fare a meno, deve aver pensato la sindaca Raggi mentre Roma affoga nel traffico, nei rifiuti, nella criminalità e il Comune annaspa sui conti.

La Raggi nomina il consulente “alle bici”

Blogger del portale per “ciclomani” Rotafixaamico del presidente della commissione Trasporti, Enrico Stefano, e del vicesindaco, Daniele Frongia, il giornalista dovrà occuparsi di piste ciclabili per 55.158,80 euro all’anno. Uno scandalo (soprattutto per la procedura d’urgenza) che ha scatenato un putiferio sui social. Il battesimo istituzionale di Bellino si è svolto lo scorso 15 ottobre quando è stato omaggiato di una ghost bike in ricordo di Marco Artiaco, il ciclista morto sulla ciclabile nel quartiere romano della Magliana. La nomination di Bellino era stata annunciata a fine agosto dalla sindaca Raggi  (che aveva parlato della necessita di una funzione di raccordo tra il Campidoglio e le associazioni di categoria) e salutata con orgoglio da Bikeitalia perché «per affrontare i tanti problemi della mobilità-a-pedali capitolina serviva un bike manager capace di interpretare le reali esigenze di chi si sposta in bicicletta e con le idee chiare sulle azioni da intraprendere per modificare la viabilità in senso ciclabile».

Uno stipendio di 55mila euro

Alle polemiche divampate alla pubblicazione della notizia, lo scorso 22 ottobre, Bellino risponde piccato dalla sua pagina Facebook. «Tutti i quotidiani romani riprendono la mia nomina a bike manager di Roma, non trovando di meglio che citare lo stipendio annuo lordo per gettare una luce oscura sulla prima volta in assoluto che la Capitale si dota di una figura che dovrà renderla ciclabile, come nel resto della modernità contemporanea. Consapevole di non aver modo di veder pubblicata la seguente replica (e invece si sbaglia), la scrivo ugualmente», scrive Bellino, «gli oltre 55.000 euro di compenso, che sono fermamente intezionato a meritare per portare a compimento la missione della mia vita, vanno confrontati con i 60.833 lordi del precedente stipendio da giornalista. Ai circa 5.000 euro di perdita vanno aggiunti i compensi del secondo livello di contrattazione, che non ho più, i circa 3.000 euro netti che dovrò versare alla cassa di assistenza sanitaria in precedenza pagati dall’azienda, e la futura ricongiunzione previdenziale all’Inpgi che mi costerà una cifra non piccola e finora non quantificabile. In sintesi – conclude il “consulente alle bici» – perdo una cifra di soldi e non me ne frega niente, la missione soprattutto». Ma la pezza è peggiore del buco. I romani si arrabbiano e i colleghi dell’Adnkronos fanno una scoperta “dolorosa”. Come se non bastasse la rete dell’associazionismo romano del settore mobilità-biciclette non si sente rappresentata dal giornalista grillino. «Bellino non rappresenta tutti noi, ma solo una corrente», dicono. Ma per i fan di Paolo Rotafixa Bellino sono tutte balle.