Rissa a Strasburgo: oppositore di Farage ricoverato in gravi condizioni

Fino a qualche ora fa Steven Woolfe era il leader in pectore dell’Ukip, favorito numero uno alla successione di Nigel Farage. Ora lotta contro la morte in un ospedale di Strasburgo, dopo che nel corso di una rissa con i suoi colleghi di partito all’europarlamento è stato colpito con un pugno alla testa. Nell’immediato il 49enne europarlamentare britannico non aveva accusato segni evidenti. Dopo poche ore, il malore, il ricovero in ospedale per collasso cardiaco. “Le sue condizioni sono serie”, fanno sapere dall’entourage di Woolfe. La riunione era in corso per decidere la nuova leadership del partito, dopo le dimissioni dell’attuale segretario dell’Ukip, Diane James. La lite era arrivata al termine di un alterco verbale con un collega di partito. L’aggressore ha pronunciato la fatidica frase “ti aspetto fuori”. E proprio fuori dalla saletta del gruppo dell’Ukip al parlamento europeo, la lite e il successivo pugno alla testa. Per ora resta ignota l’identità dell’aggressore. Secondo il quotidiano The Guardian va escluso che a sferrare il pugno sia stato Nigel Farage che si è ricandidato alla guida del partito e che era il principale avversario di Woolfe. Dopo la lite Woolfe ha avuto un momento di difficoltà e sembrava essersi ripreso. Poche ore è arrivato il malore e il ricovero all’ospedale di Strasburgo.

Nell’Ukip acque agitate: ieri si è dimessa Diane James

Appena 24 ore prima la leader del Partito per l’indipendenza del Regno Unito (Ukip) Diane James si era dimessa, dopo appena 18 giorni dalla sua elezione. La 56enne europarlamentare, seguita a Nigel Farage nella guida del partito euroscettico di destra, aveva spiegato di non avere avuto “l’autorità sufficiente” per i cambiamenti che aveva pianificato. Una notizia che ha riportato in corsa Farage. «Ho cercato di scamparla, ma alla fine mi hanno trascinato indietro», ha scherzato Farage ieri, annunciando lui stesso il ripensamento alla Bbc. L’ex leader, figura dominante quanto autoritaria nell’Ukip in questi anni, nonché tribuno carismatico trascinante di tutte le battaglie e i non pochi successi conseguiti, si era dichiarato indisponibile, definendosi “un pensionato” e affermando di non voler tornare sui suoi passi “neppure per 10 milioni di sterline”.