Ricordando gli angeli di Gorla, uno dei più grandi crimini di guerra “alleati”

72 anni fa, il 20 ottobre 1944 a Gorla, un quartiere di Milano, avvenne uno dei più grandi crimini di guerra della storia. Aerei “alleati” bombardarono indiscriminatamente il quartiere assassinando circa settecento persone (circa, perché i resti di alcuni non furono mai trovati) di cui 184 bambini della scuola elementare “Francesco Crispi” più altri venti ancora in più tenera età, che stavano con le loro mamme: il più piccolo aveva solo undici mesi. La cosa più atroce è che fu una strage che avrebbe potuto benissimo essere evitata, poiché non fu un bombardamento verso obiettivi militari, e che il massacro dei civili non era previsto. Le cose andarono così: gli americani effettuavano da tempo bombardamenti cosiddetti “a tappeto” teoricamente rivolti contro strutture produttive, ma il più delle volte, per superficialità o imperizia, si finivano per colpire obiettivi civili. Quel giorno il 15° Air Force Usaaf avrebbe dovuto colpire stabilimenti siderurgici dell’Alfa Romeo e dell’Isotta Fraschini, che in realtà erano dismessi da tempo e i cui impianti erano stati delocalizzati, ma che comunque ricadevano nel territorio della Repubblica Sociale Italiana. Non solo: una delle squadriglie sbagliò addirittura corridoio virando a sinistra anziché a destra, finendo fuori zona. Accortosi dell’errore, il comandante decise di rientrare alla base. Tuttavia le bombe non sganciate non potevano tornare alla base perché erano già innescate. Le si sarebbero dovute scaricare sull’Adriatico, dove i B-24 sarebbero comunque dovuti passare. Ma incomprensibilmente si decise diversamente: gli americani lasciarono così cadere 80 tonnellate di esplosivo su case, strade e scuole dell’abitato di Milano.

A Gorla gli Usa scaricarono le bombe non sganciate

L’Italia, e purtroppo non solo l’Italia, è piena di queste storie, di bombardamenti indiscriminati che hanno colpito soprattutto la popolazione civile. Nessuno ha mai pagato, non c’è stato nessun tribunale internazionale per i massacri di civili. Tra l’altro, ricordiamo che ai tempi dei bombardamenti sulla capitale europea Belgrado effettuati anche dall’Italia, velivoli Usa lasciarono cadere nell’Adriatico delle bombe a grappolo non utilizzate. L’ex deputata e avvocato  milanese Paola Frassinetti, che ogni anno partecipa alla cerimonia davanti al monumento in ricordo della strage degli innocenti, ha presentato negli anni scorsi più volte una proposta di legge per proclamare la giornata del 20 ottobre come giornata della riflessione per tutti i bambini che trovarono la morte. «Ogni anno – ha raccontato Paola Frassinetti – i bambini della scuola elementare e i loro insegnanti, comune, provincia e regione, insieme alle associazioni combattentistiche, autorità varie soprattutto ai pochi superstiti e agli abitanti del quartiere ricordano il sacrificio di quei bambini». Inoltre, ha continuato, «occorre dire la verità e informare gli italiani: spesso molti non sanno neanche chi sia stato a compiere questo eccidio, addirittura qualcuno pensa che siano stati i tedeschi…». Insomma, «i milanesi e gli italiani debbono sapere che Gorla non è solo una fermata della metropolitana milanese, ma è un luogo della storia e della memoria».