Obama riceve Renzi per un grande spot sul referendum (a nostre spese…)

“Buongiorno, mi sono tenuto il meglio per la fine del mandato…». Miele, sorrisini e calorose stretta di mano, e non poteva essere altrimenti, tra il premier italiano Matteo Renzi e il presidente americano Barack Obama nello studio ovale, dopo l’accoglienza in pompa magna nel prato sud della Casa Bianca e i rispettivi interventi davanti al picchetto d’onore e una grande folla festante. Renzi, con la moglie Agnese, è sbarcato a Washington per un vertice con il presidente Usa, che stasera avrà a cena anche un po’ di vip italiani, tra cui il grande sponsor del “sì” al referendum Roberto Benigni. «Patti chiari e amicizia lunga», ha sottolineato Obama a Renzi, che secondo il presidente americano “in Italia sta sfidando lo status quo con riforme coraggiose”. “Il sì al referemdum aiuterà l’Italia”, dice. Ed eccolo, il primo aiutino al referendum costituzionali su cui gli italiani – ed è bene sottolineare che è un affare italiano – su cui Renzi sta provando disperatamente ad avere dei sostegni più o meno prestigiosi, a nostre spese, ovviamente.  «Grazie per questo caloroso benvenuto, tutto e’ stato organizzato in modo perfetto oggi anche il tempo. Questo è un onore incredibile, un incredibile regalo che celebra l’amicizia tra i due paesi, un rapporto mai cosi’ stretto e profondo», ha detto Matteo Renzi ringraziando il presidente Usa Barack Obama al suo arrivo alla Casa Bianca. «Mi considero italiano onorario», ha invece aggiunto Obama, ricordando i suoi viaggi in Italia “da quando io e Michelle non avevamo figli”. «L’America è stata costruita grazie agli immigrati, e grande e forte grazie agli immigrati», ha aggiunto.

Obama, Renzi e le ironie dell’opposizione

«Oggi il peggior presidente della storia americana incontra il suo equivalente Italiano. Grande affinità tra i due», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Renzi pensa davvero che l’endorsement di Obama basti per convincere gli italiani a votare Sì al referendum? La luce riflessa non basterà di certo a cancellare l’oscurità che reca in sé una riforma sbagliata e che spiana la strada all’uomo solo al comando. Dire No al referendum è un atto di tutela per il Paese e per gli italiani», afferma Renato Schifani, Forza Italia. «Sono due calamità naturali», è invece il commento di  Matteo Salvini. «Se dovessi scegliere tra la Clinton e Trump scelgo Trump rispetto ai soldi sporchi della Clinton e perché almeno mi garantisce che non va a sparare a casaccio in giro per il mondo. Certo – osserva soffermandosi sulle frasi sessiste del candidato repubblicano – non mi farebbe piacere che mia figlia ci andasse in vacanza».