Referendum, Zagrebelsky: il ricorso di Onida può far slittare il voto

Con i ricorsi contro la formulazione del quesito referendario presentati dal presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida «ci può essere il rischio di un rinvio del voto sul referendum». Questa, almeno, è l’opinione espressa a Firenze da Gustavo Zagrebelsky, già giudice costituzionale e presidente di uno dei comitati promotori per il “No” al referendum confermativo della riforma costituzionale ispirata da Napolitano, voluta da Renzi e firmata dalla Boschi.

Dopo il ricorso di Onida che ha chiesto lo “spacchettamento” in più quesiti

«Uno dei ricorsi, quello presentato al tribunale civile di Milano – ha ricordato Zagrebelsky – , è rivolto a sollevare una questione di costituzionalità sulla legge che regola questo tipo di referendum. Se si solleva una questione di questo tipo – ha aggiunto -, le cose vanno poi alla primavera, conoscendo un po’ i tempi della Corte. Il rischio è dunque che un’iniziativa del genere possa portare a rinviare la data del voto referendario».

Zagrebelsky: «È questione di sostanza, non di forma»

Secondo Zagrebelsky, dal punto di vista giuridico «esistono ottimi argomenti per sostenere la tesi di Onida, che porta allo smembramento della domanda in tante domande quanti sono i temi affrontati dalla riforma costituzionale». Ma dovrebbe, ha aggiunto il costituzionalista, «essere appunto intesa per quello che è, un’azione solo giuridica, non politico costituzionale. Inoltre, sotto il profilo dell’opportunità, non vorrei che iniziative così venissero catalogate come le solite iniziative da giuristi formalisti che guardano ad aspetti particolari, astratti dal nucleo vero delle questioni. Io – ha concluso lo studioso – tutto quello che adesso può sembrare solo formale, e non sostanziale, per il momento lo lascerei perdere».