Referendum, ricorso al Tar di M5s e Sinistra Italiana: «Quesito col trucco»

Cambiare quella scheda che è «uno spot pubblicitario» per il governo, «tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante». M5s e Sinistra italiana hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro il testo stampato sulla scheda del referendum. Un testo semplicistisco, che ha destato sconcerto negli osservatori fin dalla sua prima presentazione.

Uno spot per il governo che «inganna gli italiani»

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale numero 88 del 15 aprile 2016?», si legge sulla bozza di schedapresentata in diretta Tv dal premier Matteo Renzi una decina di giorni fa. «I cittadini – sottolineano ancora i ricorrenti – non meritano di essere ingannati in modo così plateale».

Ecco perché il testo del referendum sarebbe “illegale”

Dal punto di vista tecnico, i legali che hanno presentato il ricorso, gli avvocati Enzo Palumbo e Giuseppe Bozzi, gli stessi del ricorso sull’incostituzionalità dell’Italicum, lamentano che il quesito non tiene conto di quanto stabilito dall’art. 16 della legge 352-1970, secondo cui, quando si tratti di revisione della Costituzione, il quesito referendario deve recare la specifica indicazione «degli articoli» revisionati e di ciò che essi «concernono». Il quesito, aggiungono, «si limita invece a riprodurre il titolo del ddl di revisione, che, assieme al corretto ma insufficiente riferimento ad alcuni istituti incisi dalla revisione, riporta impropriamente anche una presunta finalità della legge (il c. d. contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni), che non trova specifico riferimento in alcuna delle norme revisionate, potendone semmai essere una conseguenza, neppure certa e comunque irrisoria». A seguire il ricorso dal punto di vista politico sono, invece, Vito Crimi del M5s e Loredana De Petris per Sinistra Italiana.

L’incidente con il Quirinale

Il ricorso ha provocato anche un piccolo caso diplomatico con il Quirinale, al quale una nota dei ricorrenti ha attribuito la paternità del testo. Dal Colle hanno replicato spiegando che il quesito che comparirà sulla scheda «è stato valutato e ammesso, con proprio provvedimento, dalla Corte di Cassazione, in base a quanto previsto dall’art 12 della legge 352 del 1970, e riproduce il titolo della legge quale approvato dal Parlamento».