Milano, Rimini e Bologna le città con più reati. Ravenna prima per i furti in casa

Dai furti alle rapine ecco l’Italia dei reati. Milano, Rimini e Bologna sono le città con la più alta densità di reati: settemila ogni centomila abitanti, seguite da Torino e Roma. Le prime città in classifica sono città amministrate dal centrosinistra.  È la fotografia su numeri e criminalità fatta da Il Sole24Ore elaborando dati del 2015 del ministero dell’Interno. Dal dossier emerge una specializzazione geografica dei reati.

In Puglia più furti d’auto, a Napoli più rapine e borseggi

Analizzando la classifica in termini di tipologie di reati, Rimini, Bologna e Milano restano “top” per i furti in generale, ma perdono “il primato” per quanto riguarda i furti in abitazione, dove in testa si trovano Ravenna, Savona e Lucca (oltre 700 colpi ogni centomila abitanti, il doppio della media nazionale). I proprietari d’auto rischiano invece soprattutto nella provincia di Barletta-Andria-Trani e Bari, mentre per rapine e borseggi la fa da padrona Napoli, dove l’incidenza è quattro volte quella nazionale.

Calano gli omicidi volontari

Secondo la classifica i furti  sono calati del 7  per cento (ma continuano a rappresentare oltre la metà delle denunce): 235mila sono stati quelli in casa (-8,3 per cento), 137mila i borseggi (che scendono del 3,6 per cento), 115mila i furti d’auto (-4,6 per cento), 102mila quelli nei negozi (-4,2 per cento) e 18mila gli scippi (-7 per cento). Calano anche le rapine (35mila), gli omicidi volontari (469), i tentati omicidi così come i reati di usura.  La statistica è legata al numero delle denunce e non al numero dei reati compiuti. Quindi il calo, come è emerso più volte dai sondaggi sulla sicurezza,  potrebbe essere legato alla sfiducia dei cittadini nei confronti della giustizia: sono molti quelli che pur avendo subito un furto o uno scippo non denunciano più il reato.

Crescono i reati virtuali

Crescono invece quei reati in qualche modo legati al “mondo virtuale”: nel 2015 sono state denunciate 145mila frodi o truffe informatiche (+8,8%). In aumento anche le estorsioni e il riciclaggio (+20% e +13%), anche se come “numero dei casi” restano un fenomeno limitato (rispettivamente circa diecimila e 1.800 denunce).