Proposta choc in Olanda: suicidio “assistito” anche per chi non è malato

Estendere il diritto di ricorrere al suicidio assistito a chi non ha problemi gravi di salute – e quindi già oggi può ricorre all’eutanasia – ma semplicemente considera conclusa, o per meglio dire “completata”, la sua esperienza di vita: questa la proposta shock avanzata al Parlamento olandese da due ministri del governo dell’Aja, i responsabili della Salute Edith Schippers e della Giustizia Ard van de Steur. L’Olanda, primo Paese ad aver legalizzato l’eutanasia con una legge varata nel 2001, potrebbe quindi diventare anche il primo ad allargare il campo di applicazione della cosiddetta “dolce morte” (ma chiamiamola suicidio assistito) a chi non è un malato terminale o è costretto a sopportare terribili sofferenze. E questo con il varo di una assurda norma “ad hoc” che dovrà poi passare al vaglio di medici e specialisti e dei due rami del Parlamento. L’eventuale legge potrebbe vedere la luce entro il 2017. In una lettera inviata ai parlamentari olandesi e riportata oggi dal Daily Mail, i due ministri scrivono che stanno lavorando a una proposta di legge. «I dettagli devono ancora essere messi a punto – si legge nella lettera – ma le persone che hanno l’opinione, attentamente considerata, che la loro vita sia completa devono, sotto criteri strettamente definiti, poter terminare la propria esistenza in una maniera che considerano dignitosa».

Come regolare il suicidio assistito

In particolare, la nuova normativa sul suicidio assistito dovrebbe prevedere un meccanismo di sorveglianza per proteggere gli aspiranti suicidi da decisioni prese d’impulso e da pressioni indebite che potrebbero provenire dai loro stessi parenti. L’iniziativa del governo, che teoricamente è pensata soprattutto per le persone anziane, ha colto di sorpresa la stessa opinione pubblica olandese. Nei mesi scorsi, infatti, un comitato di esperti appositamente costituito dopo le polemiche sollevate da un caso molto controverso – un uomo che aveva aiutato la madre di 99 anni a morire poiché quest’ultima sosteneva di essere arrivata alla fine dei suoi giorni – aveva concluso che questa particolare forma di eutanasia non doveva essere consentita per legge. Nella loro missiva i due ministri sostengono invece che nella società c’è una “crescente e legittima” volontà che va in questo senso. Immediate e dure le reazioni di alcuni movimenti politici cristiani, come ChristenUni, secondo i quali si è davanti a una proposta “terrificante” che mette a rischio la sicurezza degli anziani.