Prega 16 anni sulla tomba del padre: ma dentro c’è il corpo di una donna

Non c’è pace nemmemo dopo la morte? Sembrerebbe proprio di no, almeno a giudicare da quanto accaduto in un cimitero alla periferia di Milano dove dinanzi a quella che credeva essere la dimora eterna delle spoglie mortali del congiunto scomparso, una donna, una figlia, ha vissuto uno degli choc più sconcertanti e devastanti che ci si possa ritrovare ad affrontare mentre si piange sulla tomba di un proprio caro…

Prega sulla tomba del padre, ma dentro c’è il corpo di una donna

Già, perché non deve essere stato per niente semplice assorbire il colpo inferto, non si sa ancora se per incuria o per dolo di qualche sconsiderato, a una donna convinta fino al giorno prima di andare al cimitero a pregare sulla tomba del padre e che invece, all’improvviso, ha scoperto che in quel ricovero delle spoglie mortali che andava a visitare in segno di affetto e di rispetto. Su cui andava recitare i requiem indirizzati al genitore scomparso. A cui portava piccoli omaggi floreali, era custodito “a sorpresa” il corpo di una donna sconosciuta. Insomma, deve essere stato proprio uno choc apprendere e farsi una ragione del fatto che, per sedici anni, si è portato i fiori e pregato sulla tomba sbagliata. Non solo: nel tentare di ricostruire passaggi e procedure rpodromici all’incredibile sbaglio, la donna si è addirittura convinta di aver seguito, sedici anni fa, il funerale di una salma sconosciuta, tanto che ha sporto denuncia ai carabinieri perché individuino eventuali responsabilità.

Lo choc al cimitero e la denuncia ai carabinieri

L’incredibile vicenda – che dà corpo e vigore all’incubo di molti –  è raccontata nell’edizione milanese del Corriere della Sera. La scoperta risale a giovedì scorso, quando la famiglia di V.L., morto nel giugno del 2000, arriva al Cimitero Maggiore di Musocco, alla periferia di Milano, dopo aver ricevuto la raccomandata del Comune che informava della riesumazione del corpo del defunto. Davanti alla fossa arriva lo choc: «All’apertura della bara, invece di esserci i resti della salma di mio suocero, c’erano quelli di una donna», raccontano sconcertati e preoccupati i familiari. Da qui la denuncia, prima negli uffici del cimitero, poi ai carabinieri di Musocco. «Mio padre, milanese, è morto a Genova 16 anni fa. Era un venerdì – ricorda la figlia –. È stato poi portato a Milano, dove è rimasto nel deposito del cimitero per due giorni, prima dei funerali svolti lunedì. Abbiamo seguito ogni fase fino all’interramento, e adesso scopro che la cassa sepolta non era la sua. Quindi non era lui neanche al funerale. Forse hanno scambiato le targhette in deposito». Forse: tutti interrogativi inquietanti a cui bisognerà dare una risposta certa, a partire dall’interrogativo principale che si sono posti gli sventurati protagonisti di questa incredibile vicenda: «Ma chi è questa donna?».