Pedofilia, il cardinale Pell interrogato in Vaticano dalla polizia australiana

La polizia australiana è stata a Roma nei giorni passati per interrogare il cardinale George Pell, prefetto vaticano per l’Economia che rischia l’incriminazione formale nel suo Paese, l’Australia, per abusi sessuali su minori in seguito a due denunce presentate da ex studenti che riguardano fatti accaduti, secondo il loro resoconto, dagli anni ’70 agli anni ’80, quando l’attuale porporato occupava posti di rilievo nelle diocesi di Melbourne e Ballarat, sua città natale. Gli investigatori hanno confermato di essere volati a Roma la scorsa settimana per ascoltare Pell, il quale avrebbe respinto di nuovo le accuse di pedofilia mosse nei suoi confronti.

“Penso che il Papa sia sicuramente informato, e non c’è nessun commento vaticano, del resto il Papa aveva già commentato in aereo” nel viaggio di ritorno dalla Gmg di Cracovia, lo scorso luglio. Così il portavoce vaticano Greg Burke, a margine del briefing di presentazione del viaggio del Papa in Svezia, ha risposto a chi gli chiedeva se il Papa fosse informato delle accuse contro il cardinale Pell.

Durante il viaggio di ritorno da Cracovia, il Papa aveva commentato così: «Non si deve giudicare prima che la giustizia giudichi. Se io dessi un giudizio a favore o contro il cardinale Pell, non sarebbe buono perché giudicherei prima». «È vero, c’è il dubbio», ha ammesso Francesco: «E c’è quel principio del diritto chiaro: in dubbio pro reo. Dobbiamo aspettare la giustizia e non fare prima, un giudizio mediatico, perché questo non aiuta. Il giudizio delle chiacchiere, e poi non si sa come risulterà. Stare attenti a quello che deciderà la giustizia. Una volta che la giustizia ha parlato, parlerò io».