Il Papa scuote i politici: contro la povertà strategie per famiglie e lavoro

Ha canonizzato sette nuovi santi. E poi ha lanciato un nuovo forte appello per la lotta alla povertà, che “degrada, offende e uccide”.
Papa Francesco si è rivolto ai politici invitandoli soprattutto a mettere in campo interventi  “seri” a favore delle famiglie e dell’occupazione per combattere la povertà.
“Domani ricorre la Giornata mondiale contro la povertà – ha detto Francesco all’Angelus, al termine della messa di canonizzazione in una Piazza San Pietro gremita da 80 mila fedeli – Uniamo le nostre forze, morali ed economiche per lottare insieme contro la povertà che degrada, offende e uccide tanti fratelli e sorelle, attuando politiche serie per le famiglie e per il lavoro”.
Introducendo l’invocazione mariana, ha quindi affidato alla Vergine “ogni nostra intenzione, specialmente la nostra insistente e accorata preghiera per la pace”.
Subito prima il Pontefice aveva rivolto il suo saluto ai numerosi pellegrini giunti dai Paesi d’origine dei nuovi santi – Italia, Argentina, Francia, Spagna e Messico – e rivolto un “deferente pensiero” alle delegazioni ufficiali: in piazza, a capo della delegazione italiana, c’era il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, quella argentina era invece guidata dal presidente della Repubblica Mauricio Macri, la francese dal ministro dell’Ambiente Segolene Royal, la spagnola dal ministro dell’Interno Jorge Fernandez Diaz, la messicana dal direttore aggiunto per gli Affari religiosi Roberto Herrera Mena.
“L’esempio e l’intercessione di questi luminosi testimoni – ha detto Francesco a proposito dei nuovi santi – sostengano l’impegno di ciascuno nei rispettivi ambiti di lavoro e di servizio, per il bene della Chiesa e della comunità civile”.
E di martirio e di vicinanza ai più poveri e agli indifesi hanno dato forte testimonianza i sette beati che oggi Francesco ha iscritto solennemente nell’Albo dei Santi: Salomone Leclercq (1745-1792), religioso Lasalliano, martire della Rivoluzione francese; Giuseppe Sanchez del Rio (1913-1928), laico messicano, martire a soli 14 anni durante la rivolta dei “cristeros” negli anni ’20; Manuel Gonzalez Garcia (1877-1940), vescovo di Palencia, in Spagna; Lodovico Pavoni (1784-1849), sacerdote bresciano, e Alfonso Maria Fusco (1839-1910), sacerdote salernitano, entrambi fondatori, come anche il vescovo spagnolo, di ordini religiosi; Josè Gabriel del Rosario Brochero (1840-1914), primo santo argentino, noto come il “prete gaucho”, veneratissimo in patria come il “cura Brochero” e molto caro allo stesso Bergoglio che già lo beatificò nel 2013; Elisabetta della Santissima Trinità Catez (1880-1906), mistica francese, monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi.
“Essi hanno raggiunto la meta, hanno avuto un cuore generoso e fedele, grazie alla preghiera: hanno pregato con tutte le forze, hanno lottato, e hanno vinto”, ha affermato Francesco nell’omelia, esortando a essere “uomini di preghiera”. “Questo è lo stile di vita spirituale che ci chiede la Chiesa – ha spiegato -: non per vincere la guerra, ma per vincere la pace!”. “L’impegno della preghiera richiede di sostenerci l’un l’altro – ha aggiunto -. La stanchezza è inevitabile, a volte non ce la facciamo più, ma con il sostegno dei fratelli la nostra preghiera può andare avanti, finché il Signore porti a termine la sua opera”. Per il Papa, “solo nella Chiesa e grazie alla preghiera della Chiesa noi possiamo rimanere saldi nella fede e nella testimonianza”.
“Pregare non è rifugiarsi in un mondo ideale, non è evadere in una falsa quiete egoistica – ha detto ancora -. Al contrario, pregare è lottare, e lasciare che anche lo Spirito Santo preghi in noi”. Anche i sette “testimoni” che oggi sono stati canonizzati “hanno combattuto la buona battaglia della fede e dell’amore con la preghiera. Per questo sono rimasti saldi nella fede, con il cuore generoso e fedele”.
Intanto, dopo la visita a Milano annunciata ieri per il 25 marzo prossimo, un’altra in Italia ne è stata annunciata oggi sempre per il 2017: il 27 maggio il Papa sarà a Genova.