Pakistan: bloccata la pena di morte inflitta a un detenuto schizofrenico

La Corte Suprema del Pakistan ha bloccato oggi l’esecuzione della condanna a morte di un detenuto schizofrenico, decidendo di ritornare ad esaminare una sua sentenza del 21 ottobre in cui aveva respinto l’appello dei legali della difesa sostenendo che «la schizofrenia non era una patologia mentale permanente». Lo riferisce Geo Tv.

Pakistan, il condannato aveva ucciso un religioso musulmano

Il detemuto schizofrenico che è stato condannato è Imdad Ali e ha cinquant’anni. Soffre di schizofrenia paranoide da quando è stato arrestato nel 2001 per l’uccisione di un religioso musulmano. L’esecuzione della pena capitale era stata firmata la settimana scorsa e fissata per mercoledì prossimo. La revisione del caso da parte del massimo tribunale pachistano è frutto degli incessanti sforzi del team legale costituito dalla ong Justice Project Pakistan e dalle sollecitazioni di organismi per la difesa dei diritti umani, come Amnesty International e Human Rights Watch. Il Pakistan prevede la pena di morte per 27 reati, tra cui, blasfemia, violenza sessuale, atti di terrorismo, sabotaggio di istituzioni strategiche, sabotaggio di reti ferroviarie, attacchi a personale di polizia, seminare odio verso le forze armate, droga, sedizione e reati informatici. Il 17 dicembre 2014, il Pakistan ha revocato una moratoria che durava da sei anni sulla pena di morte per i casi di terrorismo, a seguito del massacro perpetrato il 16 dicembre dai talebani in una scuola a conduzione militare a Peshawar, in cui sono state uccise 150 persone, tra cui 134 bambini.