Pakistan, arrestata Sharbat Bibi: la sua foto è il simbolo dei rifugiati

La polizia ha arrestato oggi a Peshawar (Pakistan nord-occidentale) Sharbat Bibi, la famosa rifugiata con gli occhi verdi immortalata in un celebre copertina del National Geographic come “La ragazza afghana” e diventata una delle foto più famose al mondo. Lo riferisce la tv DawnNews. Agenti della Agenzia federale di indagini (Fia) si sono recati a casa della donna e le hanno contestato il reato di falsificazione del Documento nazionale di identità computerizzato (Cnic) pachistano. Alla fine di febbraio 2015 i documenti di identità concessi a Sharbat Bibi e a due suoi presunti figli erano stati annullati perché ritenuti falsi. Nel 1984 il fotografo Steve McCurry scattà la celebre immagine di Sharbat, allora 12enne, in un campo profughi di Peshawar dove era appena arrivata. La ragazza divenne famosa come la “Monna Lisa della guerra afghana”. Diciassette anni dopo, nel 2002, il reporter ritornò in Pakistan per cercare la giovane, rimasta anonima. La ritrovò sposata e con tre figli nel campo profughi di Nasir Bagh. Nel nuovo scatto, pubblicato sul National Geographic, comparve con gli stessi occhi verdi magnetici che la resero famosa in tutto il mondo. Quando finalmente McCurry la ritrovò, disse: “La sua pelle è segnata, ora ci sono le rughe, ma lei è esattamente così straordinaria come lo era tanti anni fa”. Grandi mostre antologiche sono state dedicate alle opere di Steve McCurry in numerose città, iniziò ad esporre in Svizzera, a Losanna nel 2001 con una mostra a cura dell’agenzia pubblicitaria Leo Burnett insieme al pittore italiano Umberto Pettinicchio, Venezia, Forlì, Pordenone, Torino, Otranto. Steve McCurry è nato il 24 febbraio 1950 in un piccolo sobborgo di Philadelphia in Pennsylvania. Ha frequentato la High School Marple Newtown nella Contea di Delaware e si è poi iscritto presso la Penn State University per studiare fotografia e cinema, per ottenere poi una laurea in teatro nel 1974. Si interessò molto alla fotografia quando iniziò a fotografare per il quotidiano della Penn State, The Daily Collegian.