Ostia: e la Raggi entrò dalla porta di servizio per non ascoltare Casapound

Ieri il sindaco di Roma Virginia Raggi è intervenuto all’inaugurazione della mostra fotografica e documentaria “Architettura e Città in cento anni del Mare di Roma – Da Roma Marittima a Ostia Nuova”, presso la biblioteca “Elsa Morante” a Ostia. Solo che la Raggi è entrata da una porta secondaria alla mostra, per evitare la contestazione della comunità locale di Casapound che l’attendeva fuori la mostra con bandiere e striscioni di contestazione per la sua politica degli sfratti nella capitale. Ai manifestanti di Casapound si erano uniti anche residenti dell’Idroscalo per un’altra protesta. Il sindaco grillino ha annunciato nella sala numerosi progetti per la zona litoranea, aggiungendo anche che «stiamo lavorando sul Lungomare di Ostia per restituire il mare ai cittadini: i varchi non sono sufficienti». «Ostia non è posto dove fare passerella – ha detto al megafono tra i manifestanti Luca Marsella, leader di Casapound a Ostia -. Il sindaco dovrebbe venire a Nuova Ostia tra le famiglie sfrattate, dovrebbe venire nella ex colonia dove ci vivono immigrati a cui pagano le utenze». Lo striscione fuori la biblioteca recitava: «Raggi “sindaca” degli sfratti agli italiani», con evidente riferimento al brutale sfratto di qualche giorno fa nelle vicinanze del Colosseo, dove la polizia municipale ha buttato fuori di casa una famiglia con un disabile a carico, malgrado le proteste dei militanti di Casapound. Gettata per strada, la famiglia sta trovando ora ospitalità nei locali romani dell’organizzazione. In quell’occasione furono anche arrestati numerosi ragazzi del movimento che tentavano semplicemente di difendere la famiglia in questione.

Casapound: la Raggi vada a Nuova Ostia a sentire

Tornando a Ostia, «il sindaco Raggi per l’ennesima volta ha mostrato inadeguatezza e incapacità amministrativa. Un sindaco che viene scortato e blindato in un quartiere di Roma è chiaro che è consapevole di non essere la benvenuta», ha detto Carlotta Chiaraluce, portavoce di CasaPound nel X Municipio, che ha aggiunto: «Anche stavolta il sindaco Raggi non ha voluto confrontarsi con i residenti, in particolare di Nuova Ostia, che sono a rischio sgombero da mesi e che da mesi chiedono con manifestazioni, lettere, raccomandate e solleciti interventi per risolvere la questione. Si tratta di 1200 famiglie che rischiano di essere buttate fuori casa. Viene da chiederci poi se il sindaco Raggi userà lo stesso parametro di legalità e solerzia utilizzato negli sgomberi delle famiglie italiane, anche nei confronti delle centinaia di clandestini che occupano la ex Colonia Vittorio Emanuele e a cui il comune paga, da anni le utenze, e che lei non ha potuto non vedere visto che per sottrarsi al confronto coi cittadini, ha scelto di entrare dal lato della colonia occupata. Ma ne dubitiamo fortemente, visto che il modus operandi e le politiche proposte da chi si proponeva come cambiamento, sono le medesime del vecchio Pd».

(foto tratta da Ostia today)