Ora Trump copia Berlusconi e lancia il “contratto” con gli americani

Come Silvio Berlusconi, nel 2001, quando da Vespa lanciò il contratto con gli italiani, anche Donald Trump adotta il metodo della promessa elettorale nero su bianco, con tre parole d’ordine: “onestà, responsabilità e cambiamento”. «Questo è il mio contratto con gli americani», ha detto il candidato repubblicano alla Casa Bianca presentando il suo programma per i primi 100 giorni per eliminare la corruzione a Washington. Fra le misure da adottare, un emendamento costituzionale per limitare i termini dei membri del Congresso, ma anche il rinegoziare il Nafta e sfilarsi dalla Trans Pacific, oltre a definire la Cina un manipolatore di valute. Nel contratto con gli americani, Trump si impegna a rilanciare la crescita economica e a difendere i lavoratori. «Con il mio piano cresceremo del 4%», afferma il tycoon annunciando un taglio delle tasse, soprattutto per la classe media. «Identificheremo e metteremo fine agli abusi commerciali»,  mette in evidenza Trump. «Daremo il via libera all’oleodotto Keystone», aggiunge. «Ci troviamo di fronte a un bivio. Vogliamo ripetere gli errori del passato o scegliere di credere che abbiamo un futuro brillante davanti a noi?». Tra gli atri temi trattati dal tycoon c’è anche quello dell’immigrazione: «Da aree prone al terrorismo sarà sospesa», è una delle misure annunciate per i suoi primi 100 giorni, durante i quali si impegna anche a cancellare i pagamenti all’Onu per combattere il cambiamento climatico, girando invece i fondi all’economia nazionale. Il miliardario si impegna anche ad avviare immediatamente il processo per sostituire il giudice Antonin Scalia alla Corte Suprema, e abolire l’Obamacare.