Omicidio di Albano Crocco, parla il cugino dell’uomo finito in manette

La svolta nel giallo di Albano Crocco, l’uomo decapitato, sta sconvolgendo tutti, parenti e conoscenti. La notizia dell’arresto di Claudio Borgarelli a Craviasco, il paese dell’entroterra dove si è consumato l’omicidio ha colpito tutti. Carletto Crocco, 76 anni, è un cugino dell’arrestato e fatica a svelare i suoi sentimenti: «Non so cosa dire, qui siano scioccati, Claudio è sempre stato un bravo ragazzo, lo abbiamo aiutato tutti per fargli dare quella casa dal nonno e a fare i lavori. Ma da quando è andato a vivere in quella villetta era cambiato. Vedeva nemici ovunque e si sentiva il padrone di quel sentiero e del bosco vicino».

Il presunto omicida di Albano Crocco «era cambiato»

« Litigava con tutti, di recente aveva chiamato la forestale anche per il transito di alcuni ragazzi con le moto da trial, ma prima Claudio non era così». Carletto Crocco, che ha passato una vita a lavorare all’estero ed è tornato nel verde di Craviasco per godersi la pensione, non riesce a credere che Claudio possa avere ucciso lo zio in un modo tanto efferato: «Penso alla mamma di Claudio, povera donna, lei che faceva la volontaria negli ospedali e ora ha perso il fratello e vede arrestare il figlio. Ma se l’assassino non fosse Claudio? Qui ancora non siamo tranquilli. Aspettiamo di sapere di più prima di potere considerare chiusa questa terribile storia».