Obama scatena un cyber-attacco senza precedenti sulla Russia

Quella attuale si avvia a essere la peggior crisi tra Stati Uniti e Russia dal tempi della Guerra Fredda. Il presidente americano Barack Obama non riesce a passare sopra al fatto che il suo omologo Putin sita diventando un protagonista sulla scena internazionale e soprattutto non accetta il suo (di Obama) fallimento militare in Siria,dopo gli altri fallimenti in Iraq, Afghanistan e Libia. Oggi si apprende che la Cia ha ricevuto ordine da  Obama di preparare una cyber attacco senza precedenti contro la Russia in risposta alle pretese ma mai provate interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali americane. Lo riporta in esclusiva la Nbc citando fonti di intelligence americane. Stupita e preoccupata la risposta del Cremlino: «L’imprevedibilità e l’aggressione degli Usa continuano a crescere, e tali minacce contro Mosca e la leadership del nostro Paese sono senza precedenti»: lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, commentando le parole del vice presidente Usa Joe Biden, che in un’intervista, sempre a Nbc, ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a rispondere alle presunte interferenze di hacker russi sulle presidenziali americane. Lo riporta l’agenzia Ria Novosti.

Obama ci riporta alla Guerra fredda

Da parte sua l’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, ha ammonito che l’attuale tensione con gli Usa è probabilmente la peggiore dalla guerra in Medio Oriente del 1973, quando la minaccia di una guerra tra l’Urss, che sosteneva gli arabi, e gli Stati Uniti, l’alleato più stretto di Israele, raggiunse il punto più alto dalla crisi dei missili a Cuba nel 1962. «Penso che la situazione generale sia molto peggio ora, probabilmente la peggiore… sin dal 1973», ha dichiarato. Ma l’ambasciatore russo ha sottolineato una differenza, ossia che oggi «benché ci siano frizioni gravi, differenze come la Siria, continuiamo a lavorare su altre questioni… e qualche volta molto bene». Cosa che non accadeva durante la Guerra fredda. Churkin ha elencato una serie di cose che hanno deteriorato i rapporti bilaterali, dall’allargamento della Nato a est alla “rivoluzione” in Ucraina («un colpo di Stato» sostenuto dagli Usa, a suo avviso) sino alla Siria. Il diplomatico russo ha comunque ribadito che Mosca vorrebbe normalizzare i rapporti con gli Usa. «Se il cambio di amministrazione aiuterà, bene», ha detto. Ma anche se Barack Obama potesse restare per un altro mandato – cosa vietata dalla costituzione – la Russia si sforzerebbe di tentare di tornare alla normalità nelle relazioni, ha assicurato.

Assad: Obama crede che il terrorismo sia la carta vincente

Nelle ultime ore, poi, il presidente americano avrebbe convocato alla Casa Bianca un vertice sulla Siria con tutti i suoi più stretti consiglieri di politica estera e militari. All’ordine del giorno, valutare tutte le opzioni, anche militari, per far fronte alla situazione del Paese mediorientale, alla luce dei persistenti raid su Aleppo da parte di Mosca e Damasco. In realtà la maggior parte dei raid su Aleppo li compiono i gruppi terroristi già finanziati dagli Stati Uniti. Gli Usa, insomma, stanno conducendo una politica della “terra bruciata” nei confronti della Russia: lo denuncia la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. Sempre secondo Zakharova, Washington starebbe bloccando i finanziamenti di Banca mondiale e Fmi per progetti in Russia. Anche il presidente siriano Bashar al Assad, legittimo presidente della Siria, ricordiamo,  si è pronunciato sulla guerra che dilania il suo Paese: «I russi capiscono che il terrorismo cresce costantemente sin da quando gli americani, sin dalla guerra in Afghanistan nei primi anni ’80 e fino ai nostri giorni, sono sicuri che il terrorismo sia la carta vincente da poter sempre mettere sul tavolo, da tenere in tasca e tirare fuori quando ce n’è bisogno».

(foto skytg24)