Altra tegola su Pizzarotti, indagato per la vendita di una società comunale

È indagato per turbata libertà di scelta del contraente il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, accanto al suo nome c’è quello dell’ex commissario Mario Ciclosi, alla guida del Comune per sei mesi, dal novembre 2011 fino alle elezioni del maggio 2012. La vicenda riguarda la vendita della società partecipata Stu Pasubio, la società per la riqualificazione del comparto della zona di via Pasubio, ceduta nell’ottobre 2012 alla reggiana Remilia (gruppo Unieco). Nel mirino, riferisce la Gazzetta di Parma, ci sarebbero anche i membri del cda della partecipata in carica quando ci fu la vendita. Le indagini sono condotte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, coordinato dalla pm Paola Dal Monte.

Pizzarotti indagato per la vendita della società di trasformazione urbana

Il fascicolo era stato aperto nel 2012 in modo autonomo, non in seguito ad esposti presentati. Pizzarotti, in un post su Facebook pubblicato nella tarda serata di mercoledì sera, si è detto «sorpreso dell’indagine, visto che la vendita di Stu Pasubio era una procedura già in atto e visto che la società in questione era una partecipata che aveva oltre quaranta milioni di debiti. Chi l’ha comprata era l’unico soggetto che aveva interesse ad acquisire la partecipazione per completare l’operazione immobiliare. Quello che abbiamo fatto noi, continuando l’operazione del commissario Ciclosi, è stato di liberare i parmigiani da un debito di più di 40 milioni lasciato in eredità». «Sono tranquillo, sono sereno, soprattutto – ha aggiunto il sindaco Pizzarotti, da poco ex M5S – perché non mi occupo dei bandi di gara che escono, ci sono i tecnici per questo. So che anche questa volta il risultato è stato salvaguardare gli interessi dei parmigiani. Mi sono preso un impegno verso la città, assumendomi ogni onere. Continuerò a fare quello che ho sempre fatto – ha detto ancora Pizzarotti – nel rispetto della legge e a tutela dei miei concittadini. Mi sorprende solo che ancora una volta la notizia esca dalla Procura senza che un avviso di garanzia con dettagli utili e dati essenziali arrivi al diretto interessato». Dopo l’archiviazione dell’inchiesta per abuso d’ufficio sulle nomine dei vertici del teatro Regio, la magistratura continua ad indagare il sindaco per l’alluvione del torrente Baganza dell’ottobre 2014, quando gran parte della zona sud di Parma venne invasa da fango ed acqua. L’accusa in questo caso è di disastro colposo.