Nato, Gasparri: «L’impegno in Lettonia è una provocazione contro la Russia»

«Prendiamo atto che il ministro Pinotti abbia specificato che nessun impegno dell’Italia potrà mai esserci in Lettonia senza la preventiva approvazione da parte del Parlamento. Nessuna concessione da parte sua, ma il rispetto di una procedura di trasparenza e di confronto costituzionalmente garantiti. Resta comunque sconcertante aver dovuto apprendere dai giornali della disponibilità data alla Nato di nostri militari al confine russo. Cosa andremo a fare in Lettonia? Perché partecipare a questa azione provocatoria verso la Russia? La Pinotti rimanda al 2017». Lo afferma il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri.

Lettonia, Gasparri: la Pinotti venga in Parlamento

Invece, aggiunge Gasparri, deve venire subito a confrontarsi con il Parlamento perché dall’Italia possa giungere un messaggio di distensione e apertura verso la Federazione Russa, non di attacco. La Russia di Putin sta assumendo, nella lotta al terrorismo fondamentalista, un ruolo determinante per il quale dovremmo chiedere solo grazie. E invece rispondiamo con sanzioni e provocatorie operazioni. Di tutto questo Renzi dovrà prendersi la responsabilità da solo. Non avrà mai il nostro sì».

Pinotti: ok solo dopo approvazione parlamentare

Il ministro Pinotti aveva infatti precisato che sul contributo dell’Italia al battaglione multinazionale Nato in Lettonia «restiamo sulla decisione annunciata dopo il vertice Nato di Varsavia con la disponibilità per una compagnia. Stiamo parlando di una disponibilità che si concretizzerà nella seconda metà 2017 e dopo una discussione e un’approvazione parlamentare».