Mosca denuncia: ad Aleppo i terroristi tengono prigionieri bambini e malati

I miliziani islamici di Aleppo «impediscono la consegna di aiuti e l’evacuazione della popolazione civile, inclusi i bambini e i malati». Così la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova citata dalla Tass. Che sottolinea: «I terroristi di varie unità continuano a tenere in ostaggio i civili». I miliziani ad Aleppo, in Siria, non permettono la consegna degli aiuti umanitari o il deflusso dei civili dalle aree della città nelle loro mani. «La Russia – ha detto Zakharova – sta lavorando con le Nazioni Unite per la fornitura di assistenza umanitaria e per l’evacuazione dei civili, compresi i bambini e coloro che cercano aiuto medico, dai quartieri occupati di Aleppo. Questo è ostacolato in tutte le forme da miliziani di varie unità terroristiche che continuano mantenere i civili in ostaggio». Inoltre la Russia critica aspramente l’approvazione da parte del Consiglio Onu per i diritti umani di una risoluzione che chiede alla Commissione internazionale d’inchiesta sulla Siria di condurre un’indagine speciale sui fatti di Aleppo per identificare i presunti responsabili delle violazioni e degli abusi.

Su Aleppo una speculazione politica contro la Russia

«Purtroppo – ha detto Alexiei Borodavkin, rappresentante permanente della Russia presso l’Onu a Ginevra – noi vediamo non una discussione imparziale e oggettiva sulla situazione in Siria, e in particolare ad Aleppo, ma un altro tentativo di fare una guerra di informazione e propagandistica contro Damasco e Mosca». Il rappresentante del governo russo ha inoltre accusato i promotori della risoluzione di «cercare di gettare un velo di protezione sui terroristi per risparmiarli dall’annientamento e dargli la possibilità di raggruppare le forze e continuare le atrocità sulla martoriata terra siriana». Intanto si apprende che la Turchia allargherà le proprie operazioni nel nord della Siria, entrando con proprie truppe in città come al-Bab, Manbij e Raqqa. Lo ha annunciato oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, affermando che «non ci sono altre scelte» se non conquistare al Bab e Manbij, nonostante le critiche internazionali. «Dobbiamo preparare un’area libera dal terrorismo», ha spiegato. Erdogan ha anche aggiunto che soldati turchi sono pronti ad unirsi alla coalizione guidata dagli Stati Uniti per liberare Raqqa dai miliziani dell’Isis.