Migranti e profughi, 30 le vittime di naufragio nelle ultime 24 ore

Il mare si presta nuovamente a fare da cimitero a cielo aperto di migranti e profughi: sarebbero almeno 30 gli immigrati morti, mentre altri 305 sono stati salvati in diversi naufragi di alcuni barconi al largo delle coste libiche nelle ultime 24 ore. Lo scrive l’agenzia Anadolu citando Bassem al-Gharabli, il responsabile di Sabratha, che ha parlato di «due barconi naufragati con 19 morti e 16 tratti in salvo». Il portavoce della Marina libica, Ayoub Qassem, ha poi aggiunto a stretto giro che i guardiacoste hanno «salvato altri 139 migranti a Tadjoura (banlieue est di Tripoli) e 150 a Gasr Garabulli, ma con un bilancio di 11 vittime». Poi, entrando con difficoltà nel dettaglio numerico di queste ennesime tragedie del mare, Al-Gharabli ha precisato che i due barconi che trasportavano varie famiglie di migranti sono colati a picco davanti alle coste dei Sabratha, ma non ha potuto menzionare quante persone ci fossero a bordo. quel che è certo è che, ancora una volta, nel naufragio figurano donne e uomini di nazionalità libica, marocchina e siriana. Le ricerche continuano.

Migranti e profughi, un’emergenza ininterrotta

E allora, le ricerche in mare continuano, ma sulla terraferma, meta ultima di migranti e profughi, le strutture sono al collasso. I cittadini dei paesi ospitanti abbandonati a loro stessi e gli amministratori locali lasciati a gestire un’emergenza ormai all’ordine del giorno. Così, tanto per aggiornare il bollettino di una guerra quotidiana combattuta tra dovere d’accoglienza di chi arriva e diritti rinnegati di chi ospita, basterà ricordare, oltre agli ultimi casi di naufragio riportati in apertura, che:

1)  Un gruppo di 52 migranti di nazionalità pakistana è stato rintracciato all’alba subito dopo lo sbarco sull’isola di Sant’Andrea, a Gallipoli. Gli immigrati, tutti uomini salvo 10 ragazzi minorenni non accompagnati, hanno riferito di aver fatto la traversata dalla Grecia a bordo di un gommone che li ha lasciati a ridosso dell’isola prima di riprendere il largo. Tutti – come previsto dall’immane macchina dell’accoglienza messa immediatamente in moto – sono stati condotti al centro di prima accoglienza Don Tonino Bello di Otranto per le procedure di identificazione e soccorso.

2) Due bimbi sono nati la scorsa notte a bordo della nave Dattilo della Guardia Costiera, che ieri ha partecipato alle operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia, prendendo a bordo alcuni dei 6000 migranti tratti in salvo, e che ora sta facendo rotta verso l’Italia (e il cui approdo è previsto per domani, mercoleì 5 ottobre, nel porto di Catania). Intorno alle 2.30 è nato un bambino, all’alba di oggi una bambina. In entrambi i casi le gestanti sono state assistite dai medici dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, che sono a bordo della nave, e da personale della Guardia Costiera.

3) Ancora uno sbarco nel Ragusano, dove sono stati fermati 4 presunti scafisti, quattro extracomunitari – un libico, un senegalese e due gambiani – bloccati dalla Polizia di Stato a Ragusa perché ritenuti gli scafisti di alcune delle sette piccole imbarcazioni con a bordo complessivamente 326 migranti – 274 uomini, 37 donne e 15 minorenni non accompagnati – soccorsi il 2 ottobre scorso dalla nave Topaz Responder davanti alle coste libiche, in acque internazionali e fatti sbarcare 24 ore fa a Pozzallo. Ma non è tutto: nelle prossime ore potrebbero essere individuati anche altri scafisti.