Michael Moore: «L’elezione di Trump sarà il più grande Vaffa della storia»

Michael Moore non crede che Donald Trump sia dietro a Hillary nei sondaggi. Non solo: è certo che “The Donald” abbia molto più sostegno di quanto i media dicano. In un articolo per “Salon“, ripreso e tradotto in Italia dal sito Dagospia, Matthew Sheffield ha chiesto al regista liberal il perchè di questo suo convincimento che contrasta con quanto scrivono in generale i media Usa. E la resposta è stata semplice. Per Michael Moore non ci sono dubbi: sarà Donald Trump a vincere le elezioni americane il prossimo 8 novembre perchè gli americani sono stufi. Le antenne di Moore, che è sempre stato uno dei più intransigenti avversari dei repubblicani a stelle e strisce, segnalano infatti l’insofferenza e il crescente disagio della classe media americana verso una élite tanto distante quanto insensibile. Classe media Usa che è stata danneggiata enormemente negli ultimi anni. E secondo Moore saranno proprio la classe media e quella più indigente che voteranno in massa Trump, uno che almeno usa un linguaggio comprensibile. Ovviamente Michael Moore non condivide la scelta di Trump, ma capisce il motivo per cui tanti americani vogliano appoggiarlo. Per farlo il regista impegnato, noto per gli attacchi virulenti ai Bush e alla guerra in Iraq, si rifà a quanto lui stesso ha sentito da Donald Trump in un suo comizio elettorale: «Conosco molta gente in Michigan – spiega Moore – che intende votare Trump anche se non concorda con lui. Donald Trump venne al “Detroit Economic Club” e, davanti ai capi della “Ford Motor”, disse che se volevano chiudere le fabbriche di Detroit e trasferirle in Messico, lui avrebbe imposto una tariffa del 35% su quelle macchine da reimportare e quindi nessuno le avrebbe comprate. E’ stata una cosa impressionante, nessun politico, democratico o repubblicano, aveva mai sfidato così i dirigenti. E’ stata musica per le orecchie della gente del Michigan, Ohio, Pennsylvania, Wisconsin, i cosiddetti ”Stati Brexit” (quegli stati che intendono usare il voto – in barba a sondaggi e politicamente corretto – per mandare un messaggio ai leader politici). Non conta la sincerità di Trump nel voler tutelare l’americano medio. Votare lui significa mandare ai media e ai politici che non si curano della gente, il messaggio della gente che non si cura più di loro: «L’elezione di Trump sarà il più grande vaffanculo della storia umana». Vedremo. Ma, se uno come Michael Moore lo pensa e lo dice, allora c’è speranza che ciò accada.