Mantiene il figlio disabile. Equitalia lo insegue e gli chiede 50mila euro

Inseguito dalle cartelle di Equitalia dal 2009 per aver sostenuto (e scaricato) le spese mediche del figlio disabile della moglie morta di tumore a giugno. È la storia incredibile di Marco Lerario, romano, cinque figli, due dei quali avuti dalla moglie da un precedente matrimonio. Tra questi un ragazzo disabile, invalido al 100 per cento. Con grande fatica Marco si è sempre occupato di Mario, il ragazzo autistico che vive con lui da quando aveva tre anni (ora ne ha quasi trenta) sostenendo le spese mediche per riabilitazione, cure, sport, medicinali, istruzione.

Equitalia non perdona

Tutto il nucleo (i cinque figli) di Lerario è nel suo stato di famiglia, nella sua dichiarazione dei redditi, ma Equitalia nel 2009 si è presentata alla sua porta intimandogli di restituire le detrazioni (quasi 50mila euro accumulati nel corso degli anni, circa 8mila euro l’anno) perché non avrebbe nessuno titolo a sostenere le spese per il ragazzo autistico. Non può detrarre nulla anche se il ragazzo è disabile e non è autosufficiente. Perché? «Non capisco», dice Marco Lerario, ospite del Tg2, al quale Equitalia sta per pignorare il quinto dello stipendio come “acconto”. «Mi hanno detto che faccio beneficenza, “lei è una brava persona ma non può detrarsi quelle spese”. Ma io le pago… Perché dovrei fare un regalo al fisco?». Ospite al Tg2 Lerario ha citato l’articolo 12 del testo unico delle imposte dirette che non contempla il suo caso e ha spiegato di mantenere da sempre i due figli che la moglie ha avuto dal primo matrimonio, uno dei quali gravemente disabile. Sul caso due anni fa Fabio Rampelli, che ha annunciato un’ interrogazione urgente, aveva presentato una risoluzione in commissione Finanze (all’epoca guidata dall’alfaniano Bernardo) che non è mai stata calendarizzata.

Ora Marco Lerario rischia il pignoramento

Il ragionamento della vittima del fisco non fa una piega: voglio sapere se posso detrarmi tutto quello che poteva scaricare mia moglie. Ma la risposa dell’agenzia delle Entrate e di una burocrazia ottusa e miope non è arrivata. Anzi, peggio. La sentenza della Commissione tributaria ha respinto il ricorso di Marco che ora è costretto a fare appello per evitare di dover pagare. Uno Stato sociale  strabico che prevarica le famiglie in nome di codici e codicilli  gli ha risposto che deve restituire il denaro che ha detratto. E basta. La notizia è stata divulgata dalla figlia di Marco Lerario, Charlotte, in un post su Facebook dal titolo provocatorio Condividete! Papà fa “beneficenza”» con il video della trasmissione del tg2 Punto di vista. Tanti i “mi piace” e perfino un consiglio tra il serio e l’ironico. «Beh visto che lo stato sostiene che il Sig Lerario fa beneficenza, ricordiamo che la beneficenza è una spesa deducibile sul 730».