Manovra, il centrodestra: «Renzi prende in giro gli italiani, va fermato»

In una lettera inviata a Laura Boldrini, Renato Brunetta chiede la convocazione immediata di una capigruppo d’urgenza per discutere della manovra. «Desidero sottoporre alla sua attenzione  – scrive il capogruppo di Forza Italia alla Camera – e stigmatizzare l’atteggiamento tenuto dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in merito al funzionamento delle istituzioni democratiche del Paese, con particolare riferimento alle forzature adottate nella sessione di bilancio. Il presidente Renzi, durante la trasmissione in onda sulle reti del servizio pubblico radiotelevisivo In mezz’ora, ha avuto modo di sbeffeggiare le norme che, ad oggi, disciplinano l’esame della legge di bilancio». Brunetta osserva che Renzi «non solo è stato elusivo circa le notizie sull’arrivo del disegno di legge di bilancio alla Camera, ma si è dimostrato assolutamente incurante del rispetto delle scadenze previste dalla legislazione vigente, e delle modalità di gestione della sessione di bilancio. Attraverso la presentazione di un decreto-legge fiscale, il premier continua poi a forzare le regole stabilite dalla legge, e a vessare il Parlamento con inaccettabili violenze che il gruppo Forza Italia intende denunciare in tutte le sedi opportune».

Manovra, Gasparri: la televendita continua

E sulla manovra scende in campo anche Maurizio Gasparri: «La televendita continua con comportamenti da autentico truffatore. Ci riferiamo a Renzi e alla sua manovra finanziaria. Equitalia rimane, cambia soltanto nome, ma i cittadini dovranno pagare fior di multe, tributi e balzelli».  Il vicepresidente del Senato  osserva che «si prevedono incassi miliardari nel 2017, il che vuol dire che ci sarà una stretta sui contribuenti ai quali sarà al massimo limato qualche onere legato a diritti di mora supplementari. L’Europa richiama il governo con una lettera perché la manovra è fatta in deficit, con mille trucchi, è fatta soltanto per ingannare l’opinione pubblica in vista del referendum del 4 dicembre. Nessun beneficio reale – prosegue Gasparri – ma soltanto imbrogli per il futuro. Dopo che Renzi sarà stato cacciato i debiti cresceranno e qualcuno dovrà porre riparo. Bisogna smascherare questa manovra i cui testi, peraltro, non sono stati ancora depositati alla Camera, con una violazione di legge gravissima, di cui Renzi il truffatore si rende responsabile. La vera risposta sarà bocciare Renzi e i suoi trucchi con un grandissimo “no” il 4 dicembre».