Manifestazione a Roma contro la risoluzione Unesco sul Muro del Pianto

«Abbiamo portato per un giorno il Muro del Pianto, che l’Unesco ha voluto cancellare dalla storia di Israele, proprio davanti all’Unesco». Così il direttore del Foglio Claudio Cerasa ha spiegato il senso dell’iniziativa promossa dal suo giornale, oggi a Roma, per protestare contro la contestata risoluzione dell’organismo Onu su Gerusalemme est. Risoluzione che, secondo Israele, non riconosce i profondi legami storici e spirituali tra gli ebrei, (il Monte del Tempio di Gerusalemme (come gli ebrei chiamano la Spianata delle Moschee) e il Muro del Pianto. La manifestazione, che ha preso spunto dalle «migliaia di lettere di protesta dei lettori del Foglio», ha riferito Cerasa, è partita proprio dalla sede dell’Unesco nel centro di Roma, dove è andato in scena anche un flash mob. Il corteo si è poi diretto verso Montecitorio e Palazzo Chigi, per chiedere alle istituzioni «perché l’Italia si è vergognosamente astenuta» sulla risoluzione e per «ristabilire un principio di verità», ha aggiunto Cerasa, avvertendo che «cancellare la storia di Israele non è scienza, educazione e cultura, ma è una Shoah culturale».

La decisione dell’Unesco definita assurda da Israele

Riuniti a Parigi, i 58 Paesi membri del consiglio esecutivo dell’Unesco hanno adottato formalmente la risoluzione su Gerusalemme Est che, a giudizio dello Stato ebraico, non riconosce legami tra gli ebrei e il Monte del Tempio di Gerusalemme (come gli ebrei chiamano la Spianata delle Moschee a Gerusalemme) e il Muro del Pianto. Una posizione duramente criticata dal premier Benyamin Netanyahu che nei giorni scorsi l’ha definita «assurda» e che equivale a dire che «la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o l’Egitto con le Piramidi».

«Dietro la scelta dell’Unesco ci sono volgari ricatti»

L’Italia ha una sola possibilità: quella di ritrattare «l’equivoco non voto» sulla «vergognosa» risoluzione dell’Unesco che «taglia i millenari legami ebraici» con Gerusalemme. L’invito, pressante, arriva dal demografo italo-israeliano Sergio Della Pergola, il quale denuncia una posizione che ha visto l’Italia relegarsi, per sua stessa scelta, ad assistere “in silenzio e in tribuna” ad un voto “clamoroso ed inaccettabile”. Alla vigilia della visita del presidente Sergio Mattarella in Israele dal 29 ottobre al 2 novembre, Della Pergola ha raccontato «il profondo scontento» che gli ebrei italiani d’Israele provano su questo tema. «Non si può rimanere assenti di fronte ad un gesto palesemente anti-ebraico come quello dell’Unesco. L’Italia – ha spiegato – voti con dignità e rifiuti i volgari ricatti che stanno dietro la scelta dell’Unesco».