Mailgate, Clinton sotto inchiesta. E adesso si riapre la corsa alla Casa Bianca

Un’altra, devastante «october surprise»: l’Fbi riapre l’inchiesta sulle email di Hillary Clinton quando era Segretario di Stato e la più incredibile e tormentata campagna elettorale del dopoguerra prende una piega ancor più drammatica, si legge su “il Corriere della Sera“.

FBI indaga sulle mail della Clinton

A 10 giorni dal voto il capo dei federali, James Comey, l’uomo che aveva archiviato l’indagine a settembre sostenendo che la candidata democratica alla Casa Bianca era stata sbadata, ma non aveva commesso reati criminali, ha informato il Congresso che le cose sono cambiate: «Da un’indagine non correlata con questo caso è emerso che esistono altre email significative, riguardanti il nostro caso. È, quindi, opportuno riaprire l’inchiesta per verificare se queste email contengono informazioni “top secret” e la rilevanza del caso. Non sono in grado di prevedere quanto tempo sarà necessario per questi accertamenti».

Comey ha spiegato: «Ho sentito l’obbligo di agire».

Clinton si dice «certa che le nuove mail non muteranno le conclusioni già raggiunte dall’Fbi» lo scorso luglio, quando l’agenzia federale aveva chiuso l’inchiesta escludendo responsabilità penali. «Il popolo americano merita i fatti al completo, immediatamente. È imperativo che l’Fbi spieghi», ha detto la candidata democratica, in conferenza stampa in Iowa, reagendo per la prima volta alla comunicazione del direttore dell’Fbi sulla riapertura di fatto dell’inchiesta. E a quanti gli chiedevano se avesse parlato con la sua storica assistente personale Huma Abedin circa il suo coinvolgimento, ha risposto: «Abbiamo sentito queste indiscrezioni, non sappiamo a cosa credere». Secondo il New York Times, che cita fonti investigative, le nuove mail sono state scoperte sui dispositivi elettronici che l’Fbi ha sequestrato alla collaboratrice e a suo marito, l’ex membro del Congresso Anthony Weiner, dal 2011 più volte coinvolto in scandali telematici a sfondo sessuale.

Trump esulta

Appena il presidente della Commissione giustizia del Senato rende nota la lettera, la Borsa e il dollaro scivolano, mentre Donald Trump esulta. Davanti a una platea di fan quanto mai galvanizzati, in New Hampshire, il miliardario scandisce: «C’era stato un aborto della giustizia, ora l’Fbi corregge l’errore orribile che aveva commesso. Dobbiamo impedire a questo personaggio corrotto a un livello mai visto prima in America di portare i suoi schemi criminali dentro lo Studio ovale» della Casa Bianca. «È il più grande scandalo politico dal Watergate, tutti sperano che giustizia sia fatta», continua. Un balsamo, la decisione senza precedenti dell’Fbi, per la claudicante campagna del candidato repubblicano, fino a ieri incamminato verso la sconfitta, secondo gran parte dei sondaggi. E un macigno sulla strada della vittoria per Hillary che si è accorta in ritardo della gravità del caso perché, quando è esploso, era in volo col team della sua campagna e i giornalisti al seguito su un aereo privo di connessione wi-fi. Nessun commento dopo l’atterraggio a Cedar Rapids, nello Iowa.