Ma Renzi quando spiegherà cosa ci fanno le truppe italiane in Lettonia?

Non lo chiede solo il centrodestra. Anche il presidente della commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre, ha sollecitato al governo un passaggio in Parlamento perché chiarisca che tipo di impegno è richiesto all’Italia in Lettonia, quanti militari saranno impiegati nelle operazioni e quale sia il contesto delle scelte di politica estera in cui l’intervento si colloca. L’esponente del Pd ha ricordato infatti che, benché il governo abbia informato le commissioni parlamentari a luglio sulla possibilità di un invio di soldati nel Paese, in quella sede si parlò solo degli impegni assunti al vertice Nato di Varsavia, mentre nulla fu detto sui dettagli e sui tempi della missione.

Gasparri: «Il Parlamento si riunisca subito»

«A differenza del governo, che si comporta con superficialità, approssimazione e arroganza, apprezzo che il presidente della commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre, abbia accolto il nostro invito a un passaggio parlamentare immediato per discutere di questa strana e pericolosa missione in Lettonia», ha commentato Maurizio Gasparri, a sua volta membro della commissione Difesa, proponendo di «riunire il Parlamento subito, già martedì». L’esponente di Forza Italia ha quindi sottolineato la necessità di «evitare che la partecipazione di militari italiani in strane operazioni aggravi la tensione internazionale e rompa un fronte che invece va compattato». «Il problema – ha ricordato – non viene da Est, ma da Sud, da dove parte il terrorismo, il fondamentalismo, l’immigrazione incontrollata».

La necessità di dialogare con la Russia

«Il mondo occidentale e la Nato devono dialogare con la Russia», è stato quindi l’invito del vicepresidente del Senato, che ha richiamato «il capolavoro di diplomazia di Silvio Berlusconi a Pratica di Mare, quando realizzò intese tra Russia e Nato». «Quello – ha sottolineato Gasparri – è il nostro modello. Lo rivendicheremo in Parlamento e diremo chiaramente no a queste provocazioni lettoni che non devono vedere coinvolto il nostro Paese e le nostre forze armate».«Per quale ragione il mondo occidentale deve assumere un atteggiamento così ostile, provocatorio e temerario nei confronti della Russia di Putin? Una potenza – ha concluso Gasparri – che si sta schierando contro il terrorismo fondamentalista, facendo quello che l’Occidente non ha il coraggio di fare dopo aver alimentato ogni errore in Medio Oriente e in Nord Africa».