L’Italia è arrivata su Marte: ma si perde il segnale di Schiaparelli

Il lander Schiaparelli  è arrivato su Marte. Ma Il segnale di Schiaparelli è stato perduto un minuto prima che il veicolo della missione ExoMars toccasse il suolo marziano. Il segnale della discesa di Schiaparelli era stato ricevuto correttamente dal radiotelescopio Gmrt (Giant Metrewave Radio Telescope) che si trova in India, a Pune, “ma si è interrotto verso la fine”. “Rispetto ai tempi previsti, questo è accaduto nella fase finale, quando mancava un po’ meno di un minuto al momento dell’arrivo sul suolo”, ha detto il direttore delle operazioni di volo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Paolo Ferri. D’altro canto, però, “quello del radiotelescopio era una sorta di esperimento”. Le comunicazioni più attese erano quelle della sonda Mars Express, ma anche quest’ultima ha confermato la perdita del segnale, interrotto improvvisamente prima dell’arrivo a Terra”. Tuttavia le speranze non sono perdute. “Siamo delusi e preoccupati, ma le notizie che abbiamo finora – ha rilevato Ferri – non vogliono dire nulla ancora sull’esito dell’atterraggio: potrebbe essere successo di tutto”.

La perdita del segnale del lander Schiaparelli “potrebbe essere stato un cambio di orientamento dell’antenna dovuto allo ‘strappo’ causato dal rilascio dei paracadute oppure dell’accensione dei retrorazzi”. A spiegarlo è Walter Cugno, direttore programma ExoMars per Thales Alenia Space Italia.”Sono collegamenti complessi, non vuol dire ancora niente aspettiamo fiduciosi”, ha commentato Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). L’ipotesi peggiore, secondo Ferri, è il mancato funzionamento dei retrorazzi: in questo caso il veicolo avrebbe avuto un impatto violento sul suolo di Marte.

Nel pomeriggio il  radiotelescopio Gmrt  aveva intercettato il “risveglio” dall’ibernazione del lander protagonista della missione ExoMars, organizzata dalle agenzie spaziali di Europa (Esa) e Russia (Roscosmos), con un notevole apporto dell’Italia attraverso la nostra Agenzia spaziale. Nel frattempo anche l’orbiter della missione ExoMars, il Tgo (Trace Gas Orbiter) era  “nascosto” da Marte e non era in grado di inviare i segnali che ha registrato durante la discesa.