Lino Banfi si sfoga su Facebook: «Non mi tirate in ballo sul caso Energas»

Lino Banfi si tira fuori «da una polemica politica» che «non» lo «riguarda affatto»; evidenzia che «nessuno può mettere in discussione» il suo «amore per la Puglia», e precisa di aver fatto «solo» il suo «lavoro». L’attore pugliese si difende così su Facebook dalle accuse di aver «svenduto la sua immagine» che gli sono state rivolte da alcuni cittadini e dal sindaco di Manfredonia (Foggia), Angelo Riccardi (centrosinistra), per lo spot che Nonno Libero ha realizzato per Energas, l’azienda che dovrebbe costruire un deposito di gpl a Manfredonia, definito dai contrari il «più grande deposito costiero d’Europa», e «a rischio di incidente rilevante». Per questo il Comune ha indetto un referendum per il 13 novembre, cioè a un giorno dalla fine della messa in onda dello spot di Banfi, per chiedere ai propri cittadini di esprimersi sull’impianto.

 Lino Banfi passa all’attacco

«Scusate – scrive Lino Banfi – io non capisco questo casino su Manfredonia. Ho accettato di fare il testimonial in uno spot di Energas, un’azienda che vende gas. Quel gas che tutti usiamo per cucinare, riscaldamento e anche locomozione. Io non ho fatto lo spot a favore del deposito di Manfredonia. Su questo argomento – aggiunge – non ho un’opinione precisa perché non me ne intendo. È pericoloso, è sicuro? Non lo so. Credo che come me la maggioranza dei cittadini non sappia esattamente quali sono i termini della questione ma capisco che quando ti dicono “distrugge l’ambiente” ci rimani male, ti spaventi. In ogni caso – prosegue Lino Banfi – col referendum di Manfredonia non c’entro nulla. Comunque penso che sia un bene che ci sia, così i cittadini di Manfredonia potranno esprimersi e decidere. Io faccio l’attore. Più di un anno fa ho firmato un contratto con Energas per quegli spot. Li ho girati 8 mesi fa. Poteva essere Eni, Q8, Esso o chi volete voi: per me è lavoro, il mio lavoro. Però nessuno può mettere in discussione l’amore che ho per la mia Puglia e anche per Manfredonia (famosa oltretutto per il pesce freschissimo)!». «Vi prego – conclude Lino Banfi – non mi tirate dentro una polemica politica che non mi riguarda affatto. Grazie. Una parola è troppa e due sono poche».