L’allarme dell’Onu: a Mosul l’Isis sta usando i civili come scudi umani

Mentre sul fronte iracheno si continua a combattere incessantemente per liberare le città occupate militarmente dai miliziani jihadisti, l’Onu lancia l’ultimo, inquietante allarme: a Mosul l’Isis sta usando i civili come scudi umani. È l’ultima, agghiacciante frontiera dell’orrore varcata dai seguaci del Califfo al Baghdadi che, in base a quanto riferito dall’Organizzazione della Nazioni Unite in queste ore, avrebbero spinto circa 550 famiglie dei villaggi nei pressi di Mosul a raggiungere la città irachena.

Allarme Onu: l’Isis sta usando i civili come scudi umani

Così, mentre si combatte ancora a Bartella e Karakosh, i due villaggi cristiani a sud-est di Mosul di cui, appena 24 ore fa, era stata annunciata la liberazione. Mentre a circa quattro chilometri da Bartella, lungo il terrapieno difensivo presidiato dalle forze speciali irachene e Peshmerga, si sentono distintamente intense raffiche di armi automatiche ed esplosioni. Mentre dal villaggio vicino di Karakosh si alzano nuvole di fumo nero, l’Onu rilancia l’annuncio choc e, attraverso la protavoce dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani, Ravina Shamdasani, si dichiara «gravemente preoccupato» per le notizie secondo le quali di fronte all’avanzata delle forze irachene a Mosul, l’Isis trattiene i civili nei pressi dei propri uffici, o in altri luoghi dove si trovano i suoi combattenti.

Almeno 40 civili uccisi in un villaggio vicino Mosul

Una cronaca degli orrori senza fine, quella che si sta registrando anche in queste ore sul fronte bellico nella poleveriera irachena, che continua a superare l’ultimo labile limite posto allo spargimento di sangue innocente. E allora, a quanto si apprende da informazioni ricevute dall’Alto commissariato, circa 200 famiglie della località di Samalia sarebbero state costrette a camminare fino a Mosul il 17 ottobre e, lo stesso giorno – ha quindi aggiunto la portavoce – 350 famiglie sono fuggite dal villaggio di Najafia, verso Mosul, mettendo in evidenza la verosimile “politica” portata avanti dai jihadisti del terrore dell’Isis di impedire ai civili di fuggire verso le zone controllate dalle forze di sicurezza irachene. E in questo tragico contesto l’Ufficio dell’Alto commissario sta inoltre esaminando prove e conferme delle notizie sull’eccidio di almeno 40 civili, uccisi dai tagliagola dell’Isis in un villaggio nei pressi di Mosul.