L’allarme dei presidi: controlli random sulle scuole, stimiano il 20% di danni

I controlli dopo-terremoto nelle scuole? Non possono essere fatti random e a casaccio. Gli istituti vanno controllati tutti. Anche perché, per esperienza, «stimiamo che il terremoto di ieri abbia prodotto danni nel 20 per cento degli istituti, tra crepe e cornicioni crollati».
Mario Rusconi, presidente dell’Anp, l’Associazione Nazionale Presidi denuncia il metodo di controllo, “a chiamata” delle scuole romane, notoriamente fatiscenti, nel dopo-terremoto: «i  controlli nelle scuole di Roma ci risultano random e su segnalazione dei presidi: chiediamo alle amministrazioni competenti maggiore serietà, Comune e Città metropolitana non possono andare a controllare solo dove ci sono segnalazioni perché i responsabili sono loro». Insomma i presidi si chiamano fuori e mettono in anticipo le mani avanti dal punto di vista della responsabilità.
«Per quanto riguarda la Città metropolitana – rivela Rusconi – ci risultano verifiche in una scuola sì e una no, mentre i municipi stanno mettendo in moto i tecnici solo laddove le scuole ne abbiano fatto richiesta. Ma se ieri, che era domenica, qualche preside non si fosse preso la briga di andare a controllare l’Istituto, le verifiche rischiavano di saltare».
Di qui l’appello pubblico: «chiediamo alle amministrazioni competenti, Comune, Città Metropolitana e Municipi, maggiore serietà nell’affrontare argomenti delicati come la sicurezza degli edifici scolastici».
«Non ci si può affidare anche per quanto riguarda la sicurezza degli edifici alle segnalazioni dei presidi. Se fossimo stati esperti di statica e non laureati in lettere avremmo fatto un altro mestiere – sottolinea Rusconi -. Per quanto ci riguarda sappiamo che molte scuole romane sono in difficoltà e in questo contesto stimiamo che il terremoto di ieri abbia prodotto danni nel 20 per cento degli istituti, tra crepe e cornicioni crollati».