L’abrogazione di Equitalia è solo l’ultima bugia di Renzi il “bomba”

Varrà senz’altro la pena di seguire l’annuncio dell’abolizione di Equitalia nella sua concreta attuazione. L’intenzione è buona e, nel recente passato, ne aveva più volte parlato Silvio Berlusconi. Ma di buone intenzioni, si sa, è lastricato l’inferno soprattutto quando a sciorinarle è un “bomba” come il premier in carica, insuperabile nel promettere e assolutamente non competitivo quando si tratta di trasformare le intenzioni in realtà. Valga per tutti l’annuncio relativo alla messa in sicurezza di tutte le scuole di tutta Italia lanciato da Renzi fresco fresco di investitura da parte di Napolitano. Da allora sono passati due anni abbondanti, ma quella buona intenzione è rimasta tale con buona pace di famiglie, scolari, docenti e dirigenti scolastici.

La prima promessa mancata fu la messa in sicurezza delle scuole

Ma torniamo all’abolizione di Equitalia. A differenza della ristrutturazione delle aule, qui la materia è molto più “calda” perchè ha a che fare con le tasche dei contribuenti e quindi  con gli umori dei cittadini. Per questo, stavolta Renzi non si è limitato ad annunciare, ha tuonato e per fissare nell’immaginario popolare il suo ruolo di vindice delle angherie subite dagli italiani a suon di cartelle, interessi legali, more e fermi amministrativi ha aggiornato i propri riferimenti fantastico-faunistici accostando agli ormai abusati «gufi», cioè coloro che, a suo dire, per andare contro di lui tifano contro l’Italia, i «Vampiri». «Faremo i conti anche con loro», alludendo evidentemente alle pratiche iugulatorie che hanno reso la fama di Equitalia più sinistra di quella dell’Inquisizione spagnola. E qui Renzi scarica nel piatto del roboante annuncio ben 15 miliardi recuperati nel 2015 dall’evasione, «record di tutti i tempi». Un «record», tiene a precisare il premier nella sua e-news, ottenuto «senza il modello punitivo del passato che puntava su un sistema vessatorio». Sarà anche vero, ma se è vero il «record» lo ha battuto proprio grazie ad Equitalia, che oggi vorrebbe abolire. Squadra che vince non si cambia. E se il risultato l’ha ottenuto grazie ai «vampiri», come fa a vantarsi di aver raggranellato gli strombazzati 15 miliardi senza stangare il contribuente? Misteri della dialettica renziana.

Senza Equitalia 4 mld in più. Ma il premier non spiega come

Ma il problema vero è un altro: la manovra appena licenziata dal Consiglio dei ministri prevede di incassare 4 miliardi dalla soppressione di Equitalia. Ma sotto il (bel) titolo, niente: nessuno sa con quale altro arnese l’attuale società di riscossione sarà sostituita e in qual misura tale operazione possa far fruttare l’imponente posta messa come entratta aggiuntiva nel bilancio dello Stato. Una cosa si può affermare con certezza: se sono queste le «granitiche» copertura con cui il “bomba” pensa di spendere e spandere per vincere il referendum, prepariamoci ad un 2017 carico di balzelli, more  e interessi di riscossione. Non ci sarà Equitalia, ma la tassa che pagheremo alle bugie di Renzi sarà ugualmente salata.