La Protezione civile: preoccupati per il Nera esondato, ora arrivano le piogge (video)

Quattro regioni coinvolte, su un territorio che si allarga sempre di più. Una viabilità compromessa, soprattutto dalla continua caduta massi che precipitano sulla carreggiata e mettono a rischio i soccorsi. Una situazione idrogeologica in continuo divenire con una montagna spaccata a metà e l’esondazione del fiume Nera. Ma ci sono anche elementi positivi, come il ripristino delle reti elettriche e il funzionamento di quelle telefoniche. E a chiari e scuri il bilancio della Protezione Civile impegnata con uno sforzo collettivo immenso a fronteggiare l’emergenza terremoto in Centro Italia. Quella in corso nelle zone colpite dal terremoto è «un’emergenza che si fa sempre più complessa, su quattro regioni, su un territorio che si allarga sempre di più – racconta la portavoce della Protezione Civile, Titti Postiglione, spiegando che si è in presenza di «situazioni differenziate», provocate da «un terremoto gravissimo e che si porta dietro la complessità di scosse precedenti, molto forti, devastanti, pesanti per i cittadini».
«Si pensi solo al tema, molto complesso, della viabilità», ha osservato la direttrice dell’Ufficio emergenze della Protezione civile: «nelle aree colpite la viabilità ha subito ulteriori danni, rispetto ad una una situazione in cui erano già presenti vulnerabilità. Questo è uno dei temi che ci vede più impegnati in queste ore, anche perché dobbiamo consentire ai soccorritori di operare in sicurezza e la caduta massi è un fenomeno molto frequente».
C’è anche la situazione idrogeologica che tiene impegnati i tecnici, con particolare riferimento «al fiume Nera, nei pressi di Visso, dove una frana – ha rivelato Titti Postiglione – ha interessato l’alveo creando un’ostruzione, un bacino che va monitorato.».
«Il tempo facilita le nostre operazioni, ma – avverte la portavoce di via Ulpiano – arriveranno le piogge e per questo il corso d’acqua va monitorato». Dunque, le esigenze – dice Postiglione – sono «numerose e differenziate». In testa naturalmente c’è quella dell’assistenza agli sfollati e, per questo, «stiamo facendo insieme ai sindaci che conoscono meglio di altri i fabbisogni dei cittadini». La dirigente della Protezione civile ha quindi sottolineato come venga data priorità in favore di alcune categorie di persone. «Abbiamo concentrato i primi interventi sulle case di riposo, gli ospedali, ma anche altri hanno bisogni molto particolari, come gli allevatori: le aziende sono molte ed hanno bisogno di un sostegno per continuare l’attività».
Tuttavia, anche se il momento è molto complicato «ci sono anche positività»: «ogni minuto che passa è un passetto in avanti e questo caratterizzerà i prossimi mesi».
«Le utenze elettriche ripristinate, la telefonia che funziona» sono i segnali positivi ma c’è anche «il fatto che gli italiani potranno continuare a dimostrare la loro generosità perché abbiamo riattivato il numero 45500 per le donazioni. Tutto questo concorso di strutture non è venuto mai meno, e ciò grazie a uno sforzo straordinario di tutti gli attori del soccorso e dell’assistenza». La Postiglione cita, al riguardo, «tre posti medici avanzati già attivi, e dei poliambulatori di emergenza che saranno allestiti lungo la costa per curare i cittadini sfollati. Un grandissimo lavoro da fare ma siamo fiduciosi che ce la faremo».