La corrida non si tocca: la Cassazione spagnola contro l’Assemblea catalana

Erano decenni che le associazioni ecologiste e animaliste di tutto il mondo si scagliavano contro la corrida, considerata uno spettacolo “barbarico” e politicamente scorrettissimo. La pressione proibizionista s’è fatta, con il tempo, sempre più consistente, al punto che, nel 2010, il Parlamento di Barcellona ha decretato l’abolizione della corrida in tutta la Catalogna. Poi ci si è messo di mezzo anche Podemos, che da un paio d’anni svolge una furiosa campagna per l’estensione dello stop alla corrida in tutta la Spagna. L’iniziativa di mister codino Pablo Iglesias  ha mandato, come è ovvio, su tutte le furie i toreri iberici che nel  2015 hanno indetto addirittura lo sciopero. Del resto, che Spagna sarebbe senza la corrida? È come se a Venezia mettessero al bando le gondole. O a Napoli le vongole.

Il divieto di corrida potrebbe però essere annullato da una sentenza della Corte di Cassazione spagnola che oggi ha iniziato l’esame in plenaria della questione. Secondo La Vanguardia una maggioranza in seno alla Corte considererebbe illegittimo il pronunciamento dell’Assemblea catalana in quanto la regolamentazione della corrida, quale ‘bene culturale’ nazionale, sarebbe di competenza del governo centrale e non delle regioni. Un ricorso contro l’abolizione della corrida in Catalogna era stato presentato dopo il pronunciamento del Parlament dal Partido Popular del premier spagnolo Mariano Rajoy. Secondo il quotidiano di Barcellona la relatrice della corte costituzionale di Madrid, Encarna Roca, dovrebbe tentare oggi di delineare una posizione che possa essere adottata all’unanimità dalla consulta.