La Bbc lancia la serie su un bambino di 11 anni transgender: è polemica

Ex uomini diventate donne, donne diventate uomini che partoriscono e tutte le declinazioni possibili e immaginabili di sesso e sessualità. E adesso, quando pensavamo di aver contemplato davvero tutto, o almeno, di tutto un po’, irrompe sulla scena mediatica l’ultima frontiera socio-reality: quella superata dalla Bbc, sotto accusa in queste ore per il lancio di una serie che appare in esclusiva sul suo sito dedicato ai ragazzi e incentrata sulla storia di un bambino transgender.

Una serie della Bbc su un bambino transgender

Avete capito bene: la storica emittente pubblica britannica ha pensato bene di far partire una serie che appare in esclusiva sul sito del suo canale Cbbc dedicato ai più giovani, riguardante un bambino di 11 anni che ha deciso di cambiare sesso. Una sorta di docu-reality a puntate dal titolo Just A Girl che choccato il pubblico televisivo e raccolto le critiche della stampa conservatrice (ma non solo) che lo ha definito del tutto inappropriato per il pubblico di minori a cui si rivolge il canale dell’emittente inglese. Protagonista della serie è Amy, 11enne nato maschio, ma che si sta sottoponendo ad una serie di trattamenti ormonali per diventare un giorno femmina. Secondo il Mail on Sunday, molti genitori sui social media e i siti specializzati come Mumsnet si sono detti “furiosi” per questa iniziativa, che starebbe creando “molta confusione” fra i loro figli.

Infuria la polemica: la replica scontata della Bbc

E come era facile prevedere non si è fatta attendere la diplomatica quanto ecumenica risposta della Bbc, secondo cui nel programma viene trattato un tema universale che potrebbe riguardare qualsiasi bambino. Un tema che la cultura gender sta cercando invano di far passare già come obsoleto e trasversale, ma che è tutto fuorché scontato. Un tema che neppure il tentativo sibillino di istituzionalizzazione delle sue argomentazioni culturali e ragioni fisiologiche a suon di testi scolastici e traduzioni arbitrarie di favole e stravolgimenti ad hoc di opere di narrativa, potrà mai essere banalizzato e ridotto a una delle tante declinazioni di un “pericoloso” politically correct.