Istat, crescita zero. Fratelli d’Italia: ma Renzi non vede che l’Italia è ferma?

Prodotto interno lordo ancora in calo. Brutte notizie per l’economia dall’ultimo rapporto dell‘Istat riferito al secondo trimestre del 2016. La variazione acquisita per il 2016 è pari a +0,6%, la metà delle previsioni del governo Renzi che erano del + 1,2 per cento. Lo rileva l’Istat, aggiornando i conti economici trimestrali. Rispetto ai dati usciti il 2 settembre il dato è stato rivisto al ribasso (era +0,7%).

I numeri dell’Istat bocciano le riforme

Anche i consumi restano bassi mentre aumenta la necessità di risparmiare per le famiglie italiane. La propensione al risparmio – si legge nel report dell’Istat – delle famiglie consumatrici (definita dal rapporto tra risparmio lordo e reddito lordo disponibile) nel secondo trimestre 2016 è stata pari al 9,6%, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,4 punti percentuali nei confronti dello stesso periodo del 2015. Lo rileva l’Istat. Si tratta del valore più alto dal primo trimestre del 2010.

Rampelli: Renzi non vede che l’Italia è ferma

I numeri dell’Istat confermano il fallimento delle politiche di Matteo Renzi, secondo Fabio Rampelli. «La disoccupazione aumenta, non diminuisce apprezzabilmente la spesa pubblica, e oggi l’Istat dà l’ennesima conferma della crescita in ribasso. Solo Renzi  – scrive su Facebook il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera – non vede che l’Italia è ferma, anche a causa delle mance elettorali fin qui distribuite in luogo di provvedimenti tesi a sviluppare l’economia e l’occupazione». In queste condizioni – aggiunge Rampelli – alle evidenti ragioni di un no di merito alla “riforma costituzionale farlocca” si affianca la possibilità di liberare l’Italia da un governo incapace. Il malessere economico e sociale è talmente profondo che il 4 dicembre sarà il banco di prova finale. La sconfitta di un premier mai eletto dal popolo potrà generare una nuova ripartenza del sistema nazione».

I consumatori: cifre gonfiate

Quei pochi parametri rassicuranti del rapporto Istat, inoltre, sono considerati “gonfiati” dalle associazioni dei consumatori. «I dati sul potere d’acquisto degli italiani sono decisamente ottimistici e sovrastimati». Così Federconsumatori e Adusbef commentano le ultime cifre dell’Istat in una nota congiunta. «Una realtà parallela, quella che emerge da questi dati, che non trova alcun riscontro nella vita che i cittadini conducono, nelle difficoltà che affrontano, nelle rinunce alle quali sono costretti ogni giorno»