Incubo terremoto: notte in bianco per gli sfollati. Si piange la prima vittima

La terra trema ancora. Anzi, dal terribile 24 agosto che ha sconvolto assetti geografici e vite di intere popolazioni dell’Italia centrale, non ha mai smesso di tremare. Di assestarsi. Di terrorizzare. E allora, quella appena trascorso tra panico e preoccupazioni è stata l’ennesima notte di paura: una notte passata in bianco, tra la pioggia battente, insistente, e lo spettro di nuovi sciami sismici tra Umbria e Marche, dove ieri è tornato l’incubo terremoto con due scosse forti, una terza di poco più debole e decine di sommovimenti di assestamento più lievi che non hanno dato tregua.

Incubo terremoto: la terra torna a tremare

Una notte lunghissima per le centinaia, forse migliaia di sfollati ancora da contare nelle strutture di accoglienza, in tenda, nei prefabbricati del sisma del ’97, in alloggi di fortuna o a bordo delle automobili. Una notte funestata dalla pioggia incessante e dalla terra che non ha praticamente mai smesso di tremare, con due picchi del 4.1 e del 4.4 registrati tra le 5 e le 6 nella provincia di Macerata. E allora ieri, dopo la prima scossa del 5.4 delle 19.10, in pochi sono rimasti a casa. Quasi tutti si sono spinti in strada, nei centri di accoglienza o altri luoghi sicuri, “schivando” – o comunque nom facendosi cogliere di sorpresa, dal secondo tremore, del 5.9, arrivato implacabile alle 21.18. Stessa situazione alle 23.42, quando c’è stata una terza scossa, del 4.6. Ma tra la prima e le 23 di ieri sera l’Ingv ne ha contate almeno 60. Le più forti sono state avvertite in tutta l’Italia centrale ed oltre, anche a Roma, dove diverse persone sono scese in strada e sono state segnalate crepe su alcuni edifici.

La prima vittima a Tolentino e il calvario degli sfollati

Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, parlando nella notte da Rieti, ha ribadito che non risulta al momento che vi siano vittime, dispersi, nè feriti gravi a causa dei crolli. Intanto, però la cronaca registra la prima vittima: un uomo di 73 anni, morto d’infarto a Tolentino per lo spavento. Ma a fronte del sollievo per le mancate vittime, si è aperto un nuovo calvario per gli sfollati, e i danni alle case e alle strutture sono gravi: non solo per i borghi storici e il loro straordinario e unico patrimonio artistico, ma anche per i servizi: tre ospedali (a Tolentino, Matelica e Cingoli) e il carcere di Camerino sono stati evacuati. Diverse strade, invase da frane, sono impraticabili, incluso un tratto della Salaria. Diverse zone sono ancora senza luce e telefono. Le scuole oggi resteranno chiuse in tutti i Comuni coinvolti. Col passar delle ore va peggiorando la conta dei danni, non solo agli edifici ma anche al morale di popolazioni che stavano appena cominciando a risollevarsi. E che a soli due mesi dal terremoto di agosto si trovano a doverne affrontare un altro, con la sua scia di assestamento. Le prime immagini giunte dai luoghi del sisma, che ha avuto stavolta per epicentro la Valnerina, tra Perugia e Macerata, raccontano di chiese crollate come fondali di cartone, a Visso, Norcia, Ussita, Camerino, pezzi di patrimonio storico architettonico ridotti in briciole. A Ussita sono crollate le mura di cinta. A Camerino il campanile della chiesa si è abbattuto sulla palazzina di fronte, fortunatamente vuota. L’ intero centro storico di Visso è stato dichiarato inagibile.