In autobus a Roma: un’esperienza che la signora Raggi dovrebbe (ri)fare

In autobus a Roma. Peggio delle sardine in scatola. O degli sgombri, se preferite. In autobus pigiati all’inverosimile. Per andare al lavoro. O a scuola. O da un quartiere all’altro per un motivo o un’altro. La situazione dei trasporti pubblici capitolini peggiora di giorno in giorno. È un dato di fatto. Una certezza con la quale fare i conti una volta messo piede fuori di casa. Perciò, in autobus a Roma, solo se necessario. Sudati, accalcati, pressati, spintonati e quindi nervosi, imbufaliti: questa la quotidianità dei cittadini della Capitale. Autobus che non passano mai. E che quando arrivano sono stipati all’inverosimile. Per dire: in un giorno di pioggia è meglio fingere un malanno piuttosto che provare ad andare al lavoro. Che ci si arriva già incazzati neri, sul posto di lavoro. E che perciò si è meno presenti, si rende meno. In autobus a Roma: un’esperienza unica! Bisognerebbe organizzare trasferte guidate e postare video su video per far vedere ovunque, in ogni parte del mondo, a chiunque cosa significhi. Cosa non bisognerebbe mai fare. Come non dovrebbe mai essere. Una sorta di lezione di realtà. In autobus a Roma per testare il proprio livello di autocontrollo. La propria capacità di sopportazione e di reazione. In autobus a Roma ci dovrebbe andare la signora Virginia Raggi, da più di cento giorni Sindaco della Capitale. Dovrebbe attendere pazientemente l’arrivo del bus, provare a salirci sopra. La signora Virginia Raggi l’avrà sicuramente fatto negli anni passati. La signora Virginia Raggi ricorderà certamente che la situazione del trasporto in città non era mai stata ideale. Anche la signora Virginia Raggi, recandosi al lavoro o a scuola col figlio, avrà decisamente sospirato e più o meno sommessamente protestato. Anch’essa sarà di certo rimasta nauseata, schifata e si sarà innervosita. Ebbene, signora Virginia Raggi, si dia una mossa. Adesso è anche peggio!