Il governo austriaco annuncia: «La casa di Hitler sarà rasa al suolo»

La casa austriaca dove nacque Adolf Hitler verrà abbattuta per essere sostituita con un nuovo edificio. Lo ha annunciato il governo austriaco. Il progetto del governo mira a cancellare ogni legame con il dittatore, considerato che la zona è stata occasionalmente luogo di pellegrinaggio dei neonazisti. Il ministro degli Interno austriaco Wolfgang Sobotka ha parlato di “accurata ristrutturazione architettonica che cambi l’effetto simbolico dell’edificio” in questione, che si trova nella cittadina di Braunau am Inn, in Alta Austria. Il proprietario dell’edificio si era sempre rifiutato di vendere. Non è chiaro adesso se abbia cambiato idea o se il governo l’abbia confiscato.

Nel ’45 gli americani salvarono la casa di Hitler

Nella casa vivevano in affitto il padre del fondatore del nazismo, Alois Schicklgruber, impiegato della dogana, e la sua terza moglie Klara. Alois aveva preso il nome dalla madre Maria, rimasta incinta da un uomo rimasto ignoto, da qui le tesi sulle origini ebraiche di Hitler. A 39 anni, il doganiere austriaco fece la scelta di cambiare il cognome in Hiedler (per portare avanti la discendenza del compagno della madre) ma l’ufficiale dell’anagrafe di Braunau fece un errore di trascrizione e il cognome divenne Hitler. Adolf, figlio di Alois, nacque il 20 aprile del 1889, quarto di sei figli. Con l’Annessione dell’Austria nel 1938, la casa del Fuehrer fu acquistata per il Partito nazista. Il 2 maggio 1945 fu occupata dai soldati americani, che impedirono che fosse fatta saltare in aria da truppe d’assalto tedesche.

La casa di Hitler verrà distrutta e ricostruita

Il ministro degli Interni austriaco Wolfgang Sobotka ha parlato di «accurata ristrutturazione architettonica che cambi l’effetto simbolico dell’edificio». Il proprietario della casa si era sempre rifiutato di vendere. Non è chiaro adesso se abbia cambiato idea o se il governo l’abbia confiscata. Il destino è segnato e non passerà più molta acqua sotto i ponti dell’Inn che attraversa la cittadina di Braunau e che segna anche il confine con la Germania. Già domani il ministro avvierà l’iter parlamentare che porterà all’abbattimento della palazzina a tre piani del 1826 in stile Biedermeier. «Per pace, libertà e democrazia. Mai più fascismo, è il monito di milioni di morti», si legge su una stele davanti all’edificio che però non ha allontanato simpatizzanti del regime nazista. Qui si radunavano soprattutto il 20 aprile per il compleanno del “Führer”, in passato la stele è stata profanata da vandali con della vernice.