E ora i siriani spaventano la Germania: Merkel più debole, si rafforza AfD

La caccia all’uomo di ieri è destinata a ridar fiato a quanti attaccano pesantemente Angela Merkel per le sue politiche dell’accoglienza. L’argomento ripetuto da un anno a questa parte, tra gli altri, dai sostenitori della AfD e di Pegida è sempre lo stesso: aprendo le porte della Germania nell’autunno del 2015 e facendo entrare centinaia di migliaia di migranti senza adeguati controlli, la cancelliera ha messo a rischio la sicurezza nazionale, in quanto tra i richiedenti asilo potrebbero essersi nascosti anche dei terroristi, si legge su “la Stampa”.

«Merkel muss weg» («Merkel deve andarsene»)

È uno spauracchio che rientra ormai stabilmente nel bagaglio dei populisti di destra in Germania, al pari di slogan come «Merkel muss weg» («Merkel deve andarsene»). Gli anti-Merkel duri e puri bastava ieri uno sguardo su Twitter e Facebook per sincerarsene – si sentono confermati nelle loro convinzioni e generalizzazioni da fatti come quello di Chemnitz. Tanto più che non si tratta del primo rifugiato finito nel mirino delle autorità tedesche con l’accusa di terrorismo. Tre settimane fa è stato arrestato a Colonia un rifugiato siriano che sarebbe stato in contatto con una persona collegata all’Isis e avrebbe progettato un attentato con dell’esplosivo; pochi giorni prima nello SchleswigHolstein erano stati fermati tre presunti mèmbri dell’Isis di 17,18 e 26 anni, sospettati di aver avuto collegamenti con gli attentatori di Parigi; a inizio giugno erano stati arrestati tré siriani che avrebbero pensato di compiere un attentato a Düsseldorf.

In Germania c’è paura di nuovi attentati

Parole come quelle del ministro degli Interni, Thomas de Maiziere, che ha già messo in guardia più volte dal vedere dietro ogni rifugiato un potenziale terrorista, non sembrano far presa su determinati settori della società tedesca. Come non fanno presa i numeri, che parlano di una sessantina di indagini per sospetto terrorismo a fronte di 890.000 richiedenti asilo entrati l’anno scorso m Germania (un dato corretto nei giorni scorsi al ribasso rispetto a quello di 1,1 milioni comunicato finora). Quanto il destino politico di Angela Merkel sia legato a doppio filo al pericolo del terrorismo e al tema della sicurezza nazionale l’hanno dimostrato in estate le reazioni agli attentati di Würzburg e Ansbach: dopo che un rifugiato minorenne afghano aveva attaccato a colpi di accetta e coltello i passeggeri di un treno regionale e, pochi giorni dopo, un richiedente asilo siriano si era fatto saltare in aria vicino a una piazza piena di gente, si era diffuso tra i tedeschi un senso di inquietudine che aveva costretto Merkel a interrompere le vacanze – e aveva mandato a picco i suoi indici di popolarità.