I prezzi al consumo continuano a calare: sarà un Natale “gelido”

«Peggio di qualsiasi previsione». Così il Codacons commenta in una nota la discesa dei prezzi al consumo rilevata dall’Istat per ottobre (-0,1% su base annua). «L’Italia non riesce ad uscire alla morsa della deflazione e sprofonda in uno stato comatoso, dove i listini al dettaglio diminuiscono e le vendite continuano a rallentare», sostiene il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Addirittura il carrello della spesa, ossia il paniere di beni a più alta frequenza di acquisto, scende in picchiata al -0,3% rispetto allo scorso anno». Ciò, aggiunge, «associato alla fiducia dei consumatori ai minimi da diversi mesi, avrà effetti devastanti nelle prossime settimane per il commercio e per l’economia in generale». Il Codacons teme quindi «un Natale “gelido” sul fronte dei consumi, con tagli alla spesa da parte delle famiglie e acquisti rimandati a tempi migliori». ” Per la Confcommercio è «un altro inatteso segnale di debolezza del quadro economico è il ritorno sotto zero della variazione dei prezzi. Non ci sono spunti positivi dalle principali aree di spesa, soprattutto in alta frequenza d’acquisto».

Prezzi,  i consumatori: il dato di ottobre è scoraggiante

Sulla discesa dei prezzi scendono in campo anche i consumatori. «Un dato scoraggiante, segno della mancanza di prontezza e di strategia da parte del governo, che da tempo avrebbe dovuto intervenire concretamente per rilanciare occupazione e domanda interna», hanno commentato i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, rispettivamente Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «La vera priorità del Paese, sulla quale intervenire per dare una vera svolta all’economia, è l’occupazione – hanno sostenuto –  Al fianco di tale piano è indispensabile evitare categoricamente l’aumento dell’Iva dal 10 al 13% e dell’Iva ordinaria dal 22 al 25% nel 2018 ed al 25,9% dal 2019. Aumenti che, per una famiglia tipo, comporteranno ricadute a regime di +782 euro annui a famiglia».