Hollywood si mobilita contro Trump. De Niro: «Lo prenderei a pugni»

E, da ultimo, lo star-system holliwoodiano. Per un Clint Eastwood che ha fatto endorsement in favore di Donald Trump, c’è un Robert De Niro che il Trump gli piacerebbe da matti «prenderlo a pugni». Sono le presidenziali americane, bellezza. Con tutto il loro carico di arruolamento ed esplicita mobilitazione. È stato sempre così, figuriamoci ora che a contendere la Casa Bianca alla fredda e competente Hillary Clinton c’è un controverso tycoon che ha risvegliato dal sonno elettorale milioni di yankees con parole attinte dal più hard dei vocabolari del politically incorrect.

S’infiamma il duello per la Casa Bianca

È anche vero, tuttavia, che al netto della scarsa simpatia che il candidato repubblicano può ispirare e delle gaffe e dei fuori-onda di cui è solito restare scornato, De Niro ha usato un lessico non proprio convenzionale. Oddio, non è che l’antiberlusconismo declinato in Italia a suon di girotondi e di pieces teatrali abbia trovato particolarmente rispettoso nei confronti del Cavaliere il nostro mondo dello spettacolo. Tutt’altro: parlar male di Berlusconi è stata per molti un’assicurazione integrativa grazie alla quale affrontare la vecchia senza particolari patemi. Non è il caso di De Niro, ovviamente, il cui astro brilla e continuerà a brillare a prescindere dalle baruffe politiche.

Gli strali di De Niro in uno spot elettorale

A maggior ragione colpisce il video con cui ha senza mezzi termini ha definito Trump «cane, maiale, truffatore». Soprattutto perchè gli strali dell’attore sono stati tagliati in origine da un spot elettorale per essere inoculati come tossine avvelenate nel circuito web in tutto il mondo. Il candidato repubblicano è nel mirino per l’ultimo fuori onda che ne ha chiarito il pensiero sul gentil sesso  («se sei una star puoi fare alle donne quel che vuoi»). Ma è anche vero che ha subito chiesto scusa. Questo, però, non lo esentato dall’essere definito da De Niro anche «un artista della stronzata, un disastro nazionale». E ancora: «È questo genere di persona che vogliamo presidente? Penso di no». Insomma, un vero spot pro-Clinton travestito da indignazione anti-Trump. Spiace solo che un grande attore come De Niro non trovi il tempo e il modo per esplicitare fino in fondo e in tutta sincerità i propri convincimenti politici.