Governo in tilt sulla risoluzione Unesco. Forza Italia: «Renzi buffone»

Limitarsi a dire che la toppa è peggio del buco non rende l’idea del ridicolo di cui Matteo Renzi e il suo governo sono stati capaci di coprirsi in una vicenda, come la risoluzione dell’Unesco sui luoghi santi del Medio Oriente, che richiedeva solo un po’ di attenzione. Invece, è andata in scena la solita Italietta un po’ Vittorio Gassman in Brancaleone alle Crociate e un po’ Alberto Sordi nell’Arte di arrangiarsi. È accaduto, infatti, che nella risoluzione ora sotto accusa l’Unesco, su proposta dei rappresentanti dei Paesi arabi,  abbia indicato i luoghi santi di Gerusalemme con la denominazione palestinese di Spianata delle Moschee piuttosto che con quella ebraica di Monte del Tempio. Un vero sfregio per Israele e per la sua identità storico-religiosa, cui ha contribuito anche l’astensione (solo Usa e Germania hanno votato contro) del rappresentane italiano nell’Unesco, Franco Bernabè, colà designato da Renzi un anno e mezzo fa.

Lettera aperta degli ebrei italiani a Mattarella

Lo stesso Renzi che ora nel tentativo di placare le giuste rimostranze degli ebrei italiani (la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni ne ha fatto oggetto di una lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella pubblicata sulla Stampa di Torino) cerca di innestare una goffa retromarcia forse anche – ma sul punto non ci sono certezze – sulla scorta di perplessità che in merito gli avrebbe espresso Barack Obama nel corso della recente cena alla Casa Bianca. Fatto sta che ha fatto saper urbi et orbi di essere andato su tutte le furie a spese del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni e dello stesso Bernabè. «Non si può continuare con queste mozioni, una volta all’Onu, una volta all’Unesco contro Israele», ha tuonato il premier, che – pur ammettendo che «è stato commesso un errore di linea politica» – non rinuncia ad un timido tentativo di giustificazione: «La Farnesina ed il governo – dice – sono andati in automatico con una posizione presa da tanti anni, non ex novo», ma questo, ha aggiunto, «non vuol dire che non sia arrivato il momento di cambiarla». Renzi, infine, ha negato di aver mai convocato Gentiloni: «Si convocano gli ambasciatori degli altri Paesi, con Gentiloni ho solo parlato».

Gasparri: «Sull’Unesco dal governo posizioni antisemite»

Il centrodestra, la cui posizione è stata sempre di grande rispetto per la storia e l’identità di Israele, ha reagito commentando con parole di fuoco il pressappochismo di cui il governo ed il suo premier hanno dato ancora una volta prova. Durissime quelle di Maurizio Gasparri: «Sulla vicenda Unesco, Renzi si rivela un pagliaccio. Il rappresentante del suo governo per ben due volte si è astenuto su una delibera negazionista che offende gli ebrei di tutto il mondo. Renzi dice che è stata una scelta sbagliata. E perché non ha dato direttive diverse al rappresentante del suo governo che per ben due volte, lo ribadiamo, si è schierato su posizioni di fatto antisemite? Renzi -ha concluso il vicepresidente del Senato – non controlla nulla, non sa nulla, il suo governo è il regno della malafede, dell’approssimazione e dell’ignoranza».