Proposta di legge salva-italiano presentata dal centrodestra a Firenze (video)

 

Una proposta di legge a tutela della lingua italiana contro il proliferare degli anglicismi e dei termini esteri, tesa a garantirne l’uso corretto nell’informazione e comunicazione, nelle attività scolastiche e accademiche, nei rapporti di lavoro pubblici e privati, e posta anche a tutela dell’adozione di toponimi conformi alle tradizioni e agli usi locali. Una proposta presentata a Firenze, in Palazzo Vecchio (in contemporanea alla giornata inaugurale degli Stati generali della lingua italiana), da Gianni Alemanno, leader di Azione nazionale, Fabrizio Di Stefano, deputato di Forza Italia, Alessandro Urzì, consigliere della Provincia autonoma di Bolzano (lista civica di centrodestra ‘L’Alto Adige nel cuore’).

Legge salva-italiano consegnata alla Crusca

La presentazione di questa proposta avviene dopo che in mattinata Alemanno e ed esponenti di Anzione nazionale hanno tentato di stendere uno striscione in difesa dell’italiano, in polemica con i vuoti proclami di Renzi agli Stati generali della lingua italiana: la volontà è quella di frenare il dilagare dei termini esteri ed in particolare inglesi nell’uso del linguaggio in Italia: per farlo, si propone di inserire l’italiano all’interno della definizione di patrimonio culturale dettata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, oltre a fissarne con varie modalità l’utilizzo nelle varie dinamiche della vita sociale. Tra le misure del disegno di legge anche l’istituzione del Consiglio superiore della lingua italiana – che molti altri paesi europei hanno da tempo –  con il compito di svolgere attività di «formazione della coscienza linguistica a tutti i livelli», ed una «clausola di salvaguardia», a protezione dei toponimi italiani, resa necessaria, è stato detto durante la presentazione, «per contrastare il tentativo condotto nella provincia autonoma di Bolzano di cancellare centinaia di toponimi di lingua italiana, squilibrando il bilinguismo della zona in favore del tedesco». La proposta di legge verrà consegnata anche all’Accademia della Crusca.