Esplosioni in due impianti chimici Basf in Germania: incubo sabotaggio

Due incidenti distinti in due fabbriche hanno seminato il panico in due diverse regioni della Germania. Diverse persone sono rimaste ferite per un’esplosione nella zona portuale di Ludwigshafen utilizzata dal colosso chimico Basf, nel sudovest della Germania. L’esplosione è avvenuta dopo le 11 nell’area nord del porto fluviale di Ludwigshafen. In seguito all’esplosione avvenuta nel porto fluviale di Ludwigshafen, Basf ha reso noto di aver sospeso le attività industriali dell’area per motivi di sicurezza. Restano in vigore le misure di sicurezza per l’allarme dei fumi per i cittadini che sono stati invitati a restare in casa, a chiudere porte e finestre e a spegnere gli eventuali impianti di aria condizionata e ventilazione. L’allarme si è esteso anche alla città di Mannheim, che si trova sull’altra sponda del fiume Reno.

Le fabbriche in Germania del colosso chimico Basf

Un secondo incidente era avvenuto questa mattina, alle 8.30, in un altro stabilimento di Basf a Lampertheim, in Assia, in un impianto di additivi per materie plastiche. Ci sono stati 4 feriti, secondo quanto riferito dal quotidiano Stuttgarter Nachrichten. L’incidente sarebbe avvenuto per l’esplosione di un filtro. A differenza del più grave incidente di Ludwigshafen, a Lampertheim non ci sono rischi di nubi tossiche. Anche qui l’impianto è stato fermato.

Le autorità della Germania: “Escludiamo atto terroristico”

La polizia di Ludwigshafen ha reso noto che non vi è alcun indizio di un possibile attentato terroristico nell’esplosione avvenuta nell’area degli impianti Basf, al porto fluviale della città. Lo riporta l’agenzia Dpa.