Dopo una lite con l’ex minacciò di far saltare la casa: ridotta la pena

Dopo una lite con la sua ex compagna, con la quale continuava a vivere in casa, pare per una mega-vincita al “Gratta e Vinci” negata dalla stessa ragazza, aveva minacciato di far esplodere la loro abitazione, inveendo contro i poliziotti intervenuti verso i quali aveva lanciato dalla finestra suppellettili varie. È stato condannato a dieci mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale l’egiziano Ahmed A.. La sentenza è stata emessa dalla I Corte d’assise d’appello di Roma, presieduta da Andrea Calabria, che ha confermato l’assoluzione dell’uomo dall’accusa di strage (uscita ridimensionata già in primo grado), condannandolo a dieci mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale (in primo grado ebbe un anno, ma oggi c’è stata una rideterminazione della pena per un diverso calcolo delle attenuanti concesse).

Dopo una lite aveva minacciato di far esplodere la casa

Era il 30 agosto 2014 quando la polizia intervenne in zona Ostiense per la segnalazione di una lite tra un’ex coppia. Era stata la donna, spaventata, a telefonare al 113 e poi a fuggire in strada lasciando l’uomo nell’appartamento. Quando gli agenti arrivarono sul posto, trovarono Ahmed barricato in casa; l’uomo, non appena accortosi dell’arrivo della polizia, secondo la ricostruzione investigativa, si affacciò dalla finestra, inveì contro le forze dell’ordine, e iniziò a tirare suppellettili tra cui anche piccoli elettrodomestici. Non solo. Ahmed, in preda alla forte agitazione, minacciò di far saltare in aria l’intero palazzo con il gas. Fu bloccato anche grazie all’intervento dei vigili del fuoco che, dopo aver fatto evacuare lo stabile, aprirono un varco da una finestra sul retro della casa. Le fasi concitate della lite continuarono anche successivamente all’irruzione dei poliziotti.

 Litiga con l’ex  e minaccia la polizia

Ahmed, infatti, tentò di colpirli con un coltello da cucina. Fu bloccato e arrestato. Ahmed A. (che ha fatto risalire la sua azione alla certezza di una vincita negata dall’ex fidanzata) fu processato per strage, tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale. In primo grado, però fu condannato a un anno di reclusione per resistenza, con concessione delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti che gli erano state contestate. Ora, la lieve riduzione in appello di quella condanna.