De Luca vuole chiudere il “San Gennaro”, è rivolta a Napoli

Circa trecento persone sono scese in piazza per dire alla chiusura dello storico ospedale “San Gennaro”, nel quartiere Sanità, a Napoli. I manifestanti si stanno dirigendo in corteo verso il centro cittadino. Chiedono che la struttura sanitaria, l’unica del quartiere, venga rilanciata e non accantonata e ridotta a semplice presidio, come previsto dal piano regionale del governatore De Luca. I manifestanti scesi in piazza a Napoli contro la chiusura dell’ospedale San Gennaro, nel centro storico, stanno attuando un blocco stradale nella zona del Museo. Si tratta di un’area particolarmente trafficata e la protesta sta provocando pesanti ripercussioni sulla circolazione in tutta l’area. Il “San Gennaro” è una struttura di interesse storico-artistico. La storia dell’ospedale è strettamente intrecciata a quella della Basilica che sorge al suo interno, quella di San Gennaro Fuori le Mura. La chiesa, del V secolo d.C., dopo la traslazione delle reliquie di San Gennaro a Benevento (817-832), cadde in rovina e tale condizione perdurò per molti secoli. Nel 1468 la struttura venne riutilizzata dal cardinale Oliviero Carafa che lo trasformò in ospedale per gli appestati. Dopo la peste del 1656, l’ospedale fu ulteriormente ampliato e fu dotato anche di uno ospizio dedicato ai Santi Pietro e Gennaro. Dal mese dicembre 2011 il nosocomio non è più dotato di pronto soccorso generale, ma solo di quello ostetrico, per cui il ricovero ordinario, diurno o continuativo, avviene esclusivamente attraverso le liste d’attesa per i ricoveri programmati. Il “San Gennaro” ospita alcune strutture uniche, come il Polo Onco-Ematologico, la Riabilitazione Cardiologica, l’Endocrinologia Medica e Chirurgica, il Centro Diabetologico di riferimento regionale, la Nad (Nutrizione Artificiale Domiciliare).