Cavalcavia, tragedia evitabile: colpa della più ottusa burocrazia (video)

 

Una persona è morta e cinque sono rimaste ferite, tra cui tre bambini, per il cedimento del cavalcavia sovrastante la strada statale 36 del lago di Como e dello Spluga, lungo la provinciale 49. Quattro feriti in codice giallosono stati portati all’ospedale di Lecco. Anche il guidatore 50enne del mezzo pesante, che avrebbe causato il crollo, è ricoverato con trauma toracico in codice giallo, a Lecco. La vittima si chiamava Claudio Bertini e abitava a Civate nel Lecchese. Era a bordo di una delle vetture rimaste schiacciate dal tir. La procura di Lecco ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e disastro colposo.

Cavalcavia, tragedia evitabile: ecco perché

Una tragedis evitabile. Il cavalcavia della Milano-Lecco era stato negli anni scorsi chiuso più volte e ben dieci anni or sono l’allora sindaco di Annone Brianza, Carlo Colombo, ne chiese l’abbattimento ed il rifacimento. A rivelarlo è lo stesso Colombo che, con amarezza, racconta la vicenda: “Circa 10 anni or sono – scrive sul suo profilo Facebook – stanchi dei troppi mesi di chiusura del ponte di Annone, il sottoscritto ed il collega di Suello Giuseppe Mauri chiedemmo un incontro all’Anas per sollecitare la risoluzione di un problema ormai insostenibile. Ci recammo a Milano e tra le soluzioni proposte, caldeggiammo la demolizione del ponte e la ricostruzione dello stesso sul modello del nuovo ponte di Bosisio”. “Ci fu detto in modo poco simpatico – prosegue l’ex sindaco di Annone – che non era compito nostro occuparci di queste cose e che noi, non essendo tecnici, dovevamo solo pensare a fare bene il Sindaco. Oggi ci tocca piangere vittime innocenti e feriti gravi!” “Io credo che i fatti di oggi non siano più tollerabili in un Paese che si definisce civile! Il terremoto purtroppo può essere definito una tragedia – conclude –  il crollo del ponte invece è una pagina dolorosa che poteva (e soprattutto doveva) essere evitata! Tutta la mia solidarietà al Sindaco attuale Patrizio Sidoti che si trova sui malgrado in mezzo ad una vicenda in cui Annone e gli annonesi non hanno alcuna colpa!”.

Quel ponte non doveva essere aperto a quell’ora

Una tragedia evitabilissima, resa possibile da un esempio della più ottusa burocrazia: il ponte non doveva essere aperto alle 17.20, quando il camion con il trasporto eccezionale vi è passato causandone probabilmente il crollo: ben tre ore prima un addetto alla sorveglianza dell’Anas aveva dato l’allarme per la caduta di alcuni calcinacci. Ma la Provincia di Lecco, competente sul cavalcavia, ha chiesto, per chiudere la strada, un’ordinanza formale da parte dell’ente. Una procedura forse formalmente corretta ma che ha ritardato tragicamente la chiusura del ponte. Quando infatti è arrivato l’ispettore dell’Anas per l’ispezione ‘visiva e diretta’ era troppo tardi. Inutile, e anche beffarda, la decisione di chiudere solo una corsia del ponte.

Il luogo è diventato la meta del triste pellegrinaggio della gente del posto: giovani, anziani, persino famiglie con bambini, venuti a vedere con i loro occhi quanto successo  a pochi passi da casa. Erano passate da poco le 17, uno dei momenti di massimo flusso sulla già trafficatissima strada statale 36 che collega Milano a Lecco quando il ponte sulla strada provinciale 48 all’ altezza Annone Brianza è crollato sotto il peso di un tir che trasportava bobine di acciaio. L’autoarticolato e piombato sulla strada sottostante andando a schiacciare una punto rossa, il cui conducente e miracolosamente riuscito a riuscire con le sue gambe dall’auto. Di miracolati parlano anche i soccorritori per la madre il padre e il figlio di pochi anni che occupavano una Toyota nera che secondo le prime ricostruzioni è rimasta sospesa nel vuoto. Miracolato e anche l’autista dell’articolato trasportato in codice giallo all’ospedale di Lecco così come la famiglia che transitava sul ponte. L’unica vittima accertata al momento è il conducente dell’Audi bianca, rimasta schiacciata dal crollo del cavalcavia. Sul disastro pesa comunque l’incertezza delle ore precedenti. L’Anas ha più volte ribadito di aver chiesto alla Provincia la chiusura della provinciale SP49 nel tratto comprendente il cavalcavia. “Ma gli addetti della Provincia hanno richiesto un’ordinanza formale da parte di Anas che implicava l’ispezione visiva e diretta da parte del capocentro Anas – afferma l’ente – il quale si è attivato subito, ma proprio mentre giungeva sul posto il cavalcavia è crollato”. “È stato inoltre accertato che il Tir che è precipitato dal cavalcavia provinciale – conclude la nota – era un trasporto di bobine di acciaio il cui notevole peso non è al momento noto”. La vittima è Claudio Bertini abitava a Civate nel lecchese, l’uomo morto sotto il cavalcavia crollato sulla statale 36. Era a bordo di una delle vetture rimaste schiacciate dal ponte precipitato sulla carreggiata sottostante. All’ospedale di Lecco sono stati invece portati l’autista del tir, un bulgaro di 50 anni, e, miracolati, una coppia insieme alla loro figlia di 12 anni.