Countdown per l’ammaraggio del lander Schiaparelli, l’Europa su Marte

L’Europa sta correndo verso Marte: alle 16:42 il lander della missione ExoMars dedicato all’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, autore della prima mappa del pianeta rosso, si è separato dall’orbiter Tgo (Trace Gas Obiter) e ha cominciato la discesa che il 19 ottobre lo porterà su Marte.
Sarà il momento cruciale della missione ExoMars, organizzata dalle agenzie spaziali europea (Esa) e russa (Roscosmos).
“Il modulo Schiaparelli si è sganciato regolarmente dall’orbiter e ora vivremo le prossime 72 ore che ci separano dall’ammartaggio con il fiato sospeso”, ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston.
L’Italia, con l’Asi, il mondo della ricerca e quello dell’industria gioca un ruolo di primo piano in questa missione.
Dopo il lancio del 14 marzo scorso dalla base russa di Baikonur, Schiaparelli e il Tgo hanno viaggiato insieme fino a raggiungere la distanza di circa un milione di chilometri da Marte. Quindi il computer di bordo ha eseguito l’operazione meccanica di separazione dei due veicoli, per la quale era stato programmato fin dall’inizio.
E’ stato un “divorzio in orbita”, come lo hanno definito i responsabili della missione. Il segnale dell’avvenuta separazione è stato accolto con un applauso nel centro di controllo della missione in Germania, a Darmstadt, presso il Centro per la ricerca e la tecnologia dell’Esa (Esoc).
Ci sono voluti quasi dieci minuti prima che il segnale raggiungesse la Terra e poi il tempo necessario per analizzarlo. E’ stata un’attesa interminabile, anche se prevista: “sapevamo che due minuti circa dalla separazione non si sarebbe avuta la telemetria, ma quando il segnale è finalmente arrivato abbiamo visto che tutto era andato per il meglio”, ha detto Walter Cugno, direttore del programma Exomars per la Thales Alenia Space (Thales-Leonardo Finmeccanica).
“Dal momento della separazione Schiaparelli ha cominciato a scendere verso Marte in modo completamente autonomo”, ha aggiunto Cugno. Oltre che con l’Asi, che contribuisce a ExoMars con 350 milioni di euro (32% del valore complessivo di 1,3 miliardi), l’Italia partecipa con l’industria, rappresentata da Leonardo Finmeccanica, Thales Alenia Space, che ha integrato entrambi i veicoli nei suoi stabilimenti di Torino, e Telespazio (Leonardo Finmeccanica-Thales), che ha contribuito al centro di controllo di Schiaparelli, gestito dall’Altec (Thales Alenia Space e Asi). Il mondo della ricerca partecipa con Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), università di Padova e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).